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Io, da grande, farò l’astronauta.

Avrò un’astronave tutta mia, quando sarò grande, una bella astronave tutta rossa che arriverà in alto, ma più in alto di ogni altra astronave che sia mai stata costruita fino a quel momento, e avrò anche una tuta, come quelle che si vedono in televisione, quelle che sembrano fatte di carta stagnola. E un casco, un bel casco tondo con la bandierina italiana di lato e il mio nome scritto sopra. Quando dovrò partire, di là dal casco non si vedrà mica che ho gli occhi lucidi, che un po’ mi dispiace di dovermene andare, e tutti mi saluteranno con la mano e penseranno che sto sorridendo, invece, e magari davvero starò sorridendo, solo che avrò una lacrima piccola piccola in equilibrio sulle ciglia.

Credo che il mio cuore batterà un pochino più forte, quando sentirò il conto alla rovescia, e forse tratterrò anche il respiro, al meno tre. Mi sembreranno tutti tanto piccoli, e poi non li vedrò più, e secondo me mi sentirò anche un pochino sola a un certo punto, ma dopo infilerò una mano nella tasca della tuta e tirerò fuori il biscotto al cioccolato che mi sono portata per il viaggio, quello dei momenti difficili, e gli darò un morso. Il resto lo terrò da parte, perché il viaggio sarà lungo.

La mia missione sarà scoprire un pianeta nuovo, un pianeta abitato solo da camaleonti che a forza di stare l’uno vicino all’altro non sanno più di che colore diventare, e saranno confusi, poverini!, perché non sapranno più chi sta facendo il verso a chi. E ci saranno anche tanti fiori, e nel cielo – anche di giorno – si vedranno sempre un sacco di stelle, ma così tante che per dare un nome a tutte quante dovresti stenderti lì su un prato, tra un camaleonte e l’altro, e passare tutte le tue giornate a contarle e a inventare dei nomi, e forse non dovresti neanche dormire, la notte, ma poi magari ti stanchi troppo, e invece gli astronauti mica si stancano. Sarà strano, questo pianeta, ma io dopo un pochino mi sentirò bene, e forse non mi dispiacerebbe che fosse la mia casa, ma poi bisogna vedere se anche i camaleonti son d’accordo, ché i fiori non credo abbiano grossi problemi.

Nel mio nuovo pianeta farò anche delle leggi, se decido che mi piace starci, perché altrimenti, se non ci sono delle regole, non ci posso mica portare altre persone. Dovremmo deciderle tutti insieme, queste leggi, ma fino a che ci sarò solo io non è che posso telefonare a casa e dire mamma, sto bene, facciamo delle regole, perché il mio pianeta sarà così tanto lontano che il mio telefono non prenderà mica, lassù.

Quindi farò qualche regola facile, che valga per me, poi dopo magari le cambiamo, se arrivano i miei amici e decidono che anche loro stanno bene, sul mio pianeta, e magari portano anche altri biscotti al cioccolato, perché il mio biscotto l’avrò già mangiato tutto, quel giorno.

Nel mio pianeta non sarò mai triste, anche quando avrò finito i biscotti. Non mi arrabbierò mica quando mi succedono cose che non sono mica tanto d’accordo, e saprò risolvere tutti i problemi, magari con l’aiuto di un paio di camaleonti confusi, e magari risintonizzo anche il colore di quelle povere bestiole, che mi fanno ridere sì, ma pensa loro che vita stressante, Anzi, non succederà mai che le cose per cui ho lavorato tanto non funzionano, o fanno quello che pare a loro. Vietato, assolutissimamente. Nel mio pianeta quando faccio una cosa e la faccio bene mi diranno brava!, e non sì però potevi farla meglio, e quando manderò un messaggio ai miei amici per dire loro che torno a casa, se decido di tornare, e che faremo una bella festa con i palloncini colorati e tanti, tantissimi biscotti al cioccolato, almeno la metà di loro mi risponderà per dirmi, almeno, ciao, che bello sentirti dopo tanto tempo.
Dirò sempre la cosa giusta, sul mio pianeta, e non avrò nessun problema, se il mio super bellissimo telefono funziona, a chiamare a casa e dire ai miei genitori anche solo vi voglio bene. Saranno orgogliosi di me, loro, perché sarò un’astronauta molto famosa, e forse mi daranno anche un premio e anche il nome di una via, ma per ora mi accontento dei biscotti al cioccolato, poi ne riparliamo.

Magari ci tornerò anche, sulla terra, un giorno.
Se finisco i biscotti e nessuno me li può portare su, per esempio.

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