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Posts Tagged ‘Tostoini’

Femminismo a Sud >> Giocare allo stupro
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Ottanta è un numero enorme e non voglio nemmeno considerarlo. Prendiamo solo i 23 che sono sotto inchiesta. 23 sono tante persone. 23 sono così: I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I. Possibile che a nessuno di questi 23 sia venuto un barlume, un accenno, un aborto di pensiero che in quello che stavano facendo c’era qualcosa di sbagliato? 23 sono tanti, 80 è una cifra che non voglio nemmeno considerare

[Tostoini, il grassetto è mio]
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Voglio credere che sia così, che il dubbio, quel dubbio, non sia venuto a nessuno di loro. A nessuno.
Perché se anche solo a uno di loro il dubbio è venuto, allora io davvero non so spiegarmi come possa aver continuato a fare quel che ha fatto.
Nel qual caso, abbiamo voglia di dare la colpa ai modelli sbagliati, all’educazione ricevuta o alla totale mancanza di educazione, alla declinazione polimorfa del chi ce l’ha più lungo e al vecchio adagio del tutte le donne sono puttane.
Nel qual caso, possiamo risparmiare il fiato.
Perché se sei convinto di prenderti una cosa che ti spetta di diritto, se credi che questo sia l’unico modo per dimostrare agli altri, ma soprattutto a te stesso, che non sei il perdente e lo stupido che in verità sei, se pensi che quello che fai è solo una bravata che finisce quando ti riallacci i pantaloni, se ritieni che un domani ne riderai con gli amici, se già adesso ne ridi con gli amici, allora sei un deficiente, nel senso letterale di carente di intelligenza e di buon senso, sei un povero inetto, un incapace, una persona che non possiede alcuna qualità sulla quale basare un’esistenza degna di questo nome. E non c’è niente che si possa fare. Niente. Ma se sai cosa stai facendo, se sei anche solo minimamente consapevole del fatto che le stai rovinando la vita, per sempre e in modo irreparabile, se hai anche solo il recondito sospetto che non passerà giorno senza che lei pensi a cosa le stai facendo, che non ci sarà uomo, mai più, capace di accarezzarla senza farle rivivere questo momento, senza far riemergere dai suoi occhi spaventati la tua espressione soddisfatta, senza far rispuntare dal suo naso il tuo odore, se lo sai e continui a fare quello che stai facendo, se lo sai e non ti viene da piangere, se sai cosa hai fatto e riesci a dormire la notte, e riesci ancora a guardarla negli occhi e riesci ancora a guardarti allo specchio, allora sei un mostro, sei la dimostrazione insindacabile che ogni guerra ci possa mai venire in mente di combattere l’abbiamo già persa in partenza, sei la chiara evidenza che non c’è più niente che si possa salvare.

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