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Se c’è una cosa che mi fa rabbrividire, sono le frasi che cominciano con tu-che-sei-un-ingegnere (senza apostrofo, l’ingegnere è un’entità asessuata).

Di solito, tu-che-sei-un-ingegnere è il preludio a una domanda di informatica spicciola, tipo il mio pc è lento, il mio pc è lento, il mio pc è lento, il mio pc quando l’accendo impiega ere geologiche prima di partire. Ora, io che di informatica so poco e niente, ho imparato che la prima cosa da fare, quando uno ti dice che il suo pc è lento, è chiedere se usa Norton. Di solito la risposta è “sì”, e io faccio la figura di quella che ne sa a pacchi e risolve i problemi azzeccando la diagnosi al primo colpo con precisione chirurgica. Se la risposta è “no”, comunque, in genere ho la decenza di evitare giri di parole contenenti i termini conflitto e scheda madre.
Una volta una persona mi ha risposto “sì, certo che ho Norton, e per stare sicuro ho installato anche altri due antivirus”. E si lamenta che il pc è lento, lui: è tanto che non esploda all’atto dell’accensione.
Comunque, a me poi fanno ridere i linuxiani d’assalto, quelli che per convincerti a passare a linux (che io ho tolto per apparente necessità e che non vedo l’ora di reinstallare, sia chiaro) son disposti a perdere due giorni per aiutarti e poi quando chiedi loro se ti configurano una cosa che cinque-minuti-cinque ed è fatta, ti indicano la loro t-shirt con scritto sopra No, i will not fix your computer.

Ma non divaghiamo. Dicevo, le frasi che iniziano con tu-che-sei-un-ingegnere. Tu-che-sei-un-ingegnere-delletelecomunicazioni, le peggiori in assoluto, perché la gente è convinta che noi ingegneri delle TLC passiamo il nostro tempo a fissare le vetrine dei negozi di telefonia mobile.

– Tu-che-sei-un-ingegnere-delle-telecomunicazioni, sai mica dirmi se è meglio il Nokia-taluno oppure il Motorola-talaltro, e a rapporto qualità-prezzo il Samsung cippalippa come sta messo?

Allora, io-che-sono-un-ingegnere-delle-telecomunicazioni, fino all’anno scorso avevo un piccolo e brutto Nokia modello età-della-pietra che faceva solo ed esclusivamente quello per cui era stato acquistato: telefonare. Punto. Gli SMS (e le dimensioni geometriche) erano l’unica cosa che differenziava quel telefono da una cabina telefonica.

– Io, a dire il vero, mi occupo di fibre ottiche.

cerco di salvarmi in corner

– Ah, meglio ancora! Tu-che-sei-un-ingegnere-delle-telecomunicazioni-che-si-occupa-di-fibre-ottiche, mi dici che contratto è meglio sottoscrivere con Fastweb?

Eccola lei, crocifissa al corner.
E dire che, fino all’anno scorso, io avevo una 56k a criceto.

Non tutto il male viene per nuocere, però: quando ho cambiato telefono, è stato perché mio padre mi ha visto fare gli occhi dolci a quello vecchio nel disperato tentativo di convincerlo a non spegnersi quindici volte al giorno. “Tu-che-sei-un-ingegnere-delle-telecomunicazioni”, mi ha detto, “potrai mica andare in giro con quel telefono lì, che non va neanche. Io queste cose non le posso vedere, adesso vieni con me e ti compri un cellulare decente: poche storie, te lo regalo io”.

E così da un annetto a questa parte io-che-sono-un-ingegnere-delle-telecomunicazioni ho un telefono bellissimo, che suona, balla, canta, naviga, fotografa, ordina i miei noodle preferiti al più vicino take-away thai, mi prepara una tisana calda in automatico quando la temperatura esterna scende sotto i 5°C e, se fuori piove, mi fa anche un rilassante massaggio plantare. Beh, poi quando ha tempo telefona anche.

PS. Chissà se, nella remota ipotesi che alla Ferrari abbiano bisogno di una ingegnera delle TLC, mio padre troverà mai scandaloso il fatto che io-che-sono-un-ingegnere-delle-telecomunicazioni-che-lavora-alla-Ferrari me ne vado in giro su una Yaris.

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