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Posts Tagged ‘favourite things’

ai radiohead, ai sabati mattina di sole, a martina testa e alle edizioni minimum fax, alla focaccia calda con la mortadella, al cappuccino, agli abbracci che ti salvano la vita, alla mia coinquilina che non dimentica mai di comprare la birra, a david foster wallace e vlad l’impalatore, a george orwell, al calore delle coperte in inverno, alla tisana al finocchio, a pj harvey, a jj abrams, alle galatine, alle nottate passate a leggere, all’ibuprofene, al mio ipod, alle autostrade poco trafficate, al silenzio di bologna in agosto, a woody allen, a chet baker, a wikipedia e lostpedia, alle dita che giocano con i miei capelli, ai sorrisi con le fossette, al coffee to go, alla mia canon digitale, a piazza santo stefano, al rum, a johnny depp e tim burton, a betty boop, al succo di frutta alla pera, a dragør, a harry potter, alle patate arrosto, a gustav klimt ed edvard munch, a randy pausch, al signor menabrea e ai suoi figli, al profumo della terra bagnata e della benzina, alle mie converse nere, a sylvia plath ed emily dickinson, alla ciobar fondente, ai baci ovunque sul mio corpo, alla musica indie, a james joyce, al peer to peer, a eugenio montale, all’inferno dantesco, alla feltrinelli, allo smalto nero, alla psicosi delle 4 e 48, al teroldego, ad ani difranco, a gabbiani di cardarelli, alle carezze lungo la spina dorsale, a via zamboni percorsa in bici, ad audrey hepburn, a mozilla e openoffice, agli amici informatici che sbuffano ma poi mi aiutano, agli amici non informatici che sbuffano e che mi aiutano, alle mail inaspettate, alle persone che sanno chiedere scusa, al giallo ocra e a tutti i colori caldi, all’autunno, alle caldarroste, alla piada speck rucola e squacquerone, ai b-movie con drew barrimore, alla cioccolata lindt ecuador e alla cuorenero 99%, al labello med, al caffelatte, a jeffrey eugenides, a sofia coppola, ai cartoni animati della walt disney, alla spontaneità di mia nipote, alle borse capienti e agli zaini per pc, alla cachaça di são pedro, al tramonto sulla passerelle léopold-sédar-senghor di parigi, che io continuerò a chiamare passerelle solférino, alla ginjinha portoghese e alle fermate della metro di lisbona, alle candele profumate, agli aperitivi a base di americano, alla mia chitarra che non so suonare, alle lenzuola colorate, alle risate spontanee, ai capelli spettinati dal vento, a chi sa trovare le parole al momento giusto, a the luckiest e a te che me l’hai suonata al piano, al compleanno in cui mi hanno dedicato rape me, alle pagine sottolineate a matita, ai post-it colorati attaccati alla parete per ricordare, alla programmazione del cinema lumière, alle scatole di kleenex, ai meridiani mondadori, alla rinazina spray nasale, a lorelai gilmore madre, alle infradito, al mio dell con la cover personalizzata, alla voce distorta da skype attraverso l’europa, ai capelli scalati, alla pelle abbronzata che sa di sole, ai cosmetici monodose hq, a h&m e zara, a predrag “sasha” danilović, alla pizzeria nuova epoca, alle lenti a contatto usa e getta, alle salviette struccanti, alle melanzane, all’aspirapolvere, alla microfibra, alla pillola anticoncezionale, a charles m. schulz, alle sorelle giussani e a bill watterson.

e a tanto, tanto altro. e a tanti, tanti altri. grazie.

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