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Posts Tagged ‘books’

strappatemi gli occhi dai libri, quelli belli. pinzateli ad altri libri, piuttosto, più secchi e più rochi e per questo più giusti. prendete un filo grosso, un filo spesso, un filo nero, e cucitemi gli occhi a quei numeri e a quelle parole meccaniche, che vanno oleate di tanto in tanto sennò stridono e cigolano e s’inceppano.

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ho comprato un libro che leggerò in ordine sparso, un libro che fino a ieri non sapevo nemmeno esistesse. in effetti non esisteva, fino a ieri, perché io non lo sapevo. esiste, adesso: adesso è nelle mie mani. ha il diritto di esistere, adesso e solo adesso, anche per gli altri.
ed è bello, questo libro, mi piace molto. eppure non l’ho ancora letto. tutto, mi piace tutto, dal colore della copertina al profumo delle pagine, al modo in cui muove i miei capelli quando lo sfoglio veloce davanti al viso. a quel che ha da dire, che ancora non conosco. non è lungo, non troppo corto, la giusta distanza che riempie lo stomaco senza appesantire il processo digestivo. poi, com’è mia abitudine, presto a leggere l’ultima parola: ruota. però no, aspetta, l’ultima parola che leggerò sarà quello. in corsivo: quello.

ho comprato un libro, e lo leggerò in ordine sparso. la fine, innanzitutto, l’inizio, poi. c’è un perché, sì. il perché io l’abbia comprato: lo stesso. due copie soltanto, su quello scaffale, ma una era rovinata. ho preso l’altra, ché un libro di cui mi innamoro al solo sapere che esiste non può certo essere meno che perfetto. quella che resta, che resti a chi dà all’amore un volto – solamente – umano.

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Pause.

L’urgenza di mettere un attimo in pausa la mia vita, di congelare in un fotogramma questo non ancora inverno, gli sguardi intrappolati tra le prime sciarpe e i capelli spettinati dal vento, tra il grigio dell’asfalto e quello del cielo, un cielo pesante che sia la pioggia che la notte rivendicano per sé.

Conto menododici, e d’improvviso questa malacopia dell’inverno si trasformerà in una diversa bruttacopia dello stesso inverno, più fredda, più buia, più umida e più ventosa, ma che a me parrà più piacevole. E quel mezzo pezzo di cuore che batte, dentro, accelererà un poco il ritmo.

Adesso, però, premo il tasto pause, e fermo lo scorrere rapido del tempo, e rallento la frequenza cardiaca.

Mi stendo sul letto, comincio uno dei due libri che ho comprato oggi.
Nonostante la pila dei libriancoradaleggere abbia già da tempo assunto dimensioni spaventose, nonostante ne abbia già a mezzo altri, di libri.

Leggo e lascio che siano gli altri a decidere la rotta, e occupo la mia mente cercando di seguire quella direzione alla cui definizione non ho contribuito, nemmeno parzialmente.
Pausa, voglio non dover decidere, non dover soppesare, non dover considerare, non dover preferire.
Ho voglia di perdermi, e di farlo come meglio mi riesce.

E quindi non apro msn, non apro gtalk, lascio che lo stato sia occupato, per quanto riguarda skype, e non controllo bloglines né scarico la posta.

||, pausa.

Che il mondo vada pure avanti senza di me, nel frattempo.

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