Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘farina del mio sacco’ Category

e almeno quest’anno non muore nessuno.

Annunci

Read Full Post »

Merluzzistan for Dummies is a mini-series created by annika for SettePerUno‘s 2009 spring/summer season. The series premieres on June 6, 2009, and will have only four episodes.
The series is set in Copenhagen, Denmark, where it was also written during May 2009. The main character was not told about her misadventures until each script was given.

Cast and characters

Main Cast

annika as herself (S01E01-04)

Guest-Stars

God as the flag-dropper (S01E01)
the Little Mermaid as an awful national monument (S01E01)
Hamlet as the happy guy (S01E01)
the Gremlins as the italians (S01E02)
Napoleon as a part of the famous bread conjecture (S01E02)
Achille as the son of a bitch (S01E04)
Thom Yorke as the love of her life (writer’s cut special edition)
Vlad the Impaler as the best character EVER (writer’s cut special edition)

Co-Stars

annika’s danish teacher as the one who needs new glasses (S01E03)
aigor as annika’s neuron-in-chief (S01E03)

Development

In May 2009 SettePerUno ordered a stand-alone pilot presentation of the project. In May 2009 the show was written, with mumblemichele coming onboard as an advice-giver and hobbit83 and deinè as raw-drafts readers. The whole writing process was supervised by blondeinside, who also worked as a drafts reader during the last phase of the project, together with valu.

Plot

The series was described by the writer and executive producer annika as “Lonely Planet meeting Un pesce di nome Merluzzo“.

Annika returns to Merluzzistan for a PhD in photonics, almost one year after her departure. Many things have changed, in the meantime, and many others have not. Lots of surprises are waiting for her, and her return to Merluzzistan marks the starting of a brand new series of weird adventures which will take her far beyond the boundaries of understanding and immagination.

Merluzzistan for Dummies, every Saturday on SettePerUno.

Don’t miss the season premiere of Merluzzistan for Dummies on Saturday, June 6. Only on SettePerUno.

Read Full Post »

sono la donna che ha finito i baci
che sveste le labbra smesse e non confonde più
la propria all’altrui saliva,
che dentro alla bocca, nuda,
reclude denti che non hanno morso
abbastanza.

sono la donna che desidera con le mani
e che vive di piede in piede.

Read Full Post »

x fake m plastic a trees s

le luci al neon mi danno i brividi.

Read Full Post »

lettera

capisco di avere mentito.
capisco: non avevo capito.

di ogni cosa questuante. pagante, altrettanto. costano le parole delle quali non vediamo la voce, né sentiamo le mani, e non costano poco. paghiamo di attese, paghiamo di dubbi e d’intuizioni. di fiducia, soprattutto, paghiamo: disattesa, il più delle volte.

della letteratura, poi, il più è quel che non si vede con gli occhi. graffiata sottopelle, prima che su carta, è già nata e spesso è già morta che ancora dentro è terremoto, non assestamento. ma la memoria è piatta come quello che resta, e solo le mani ricordano.

Read Full Post »

c’è questo tavolino che mi piace davvero tanto, che mi son detta è proprio bello. balla un poco, però, e il suo equilibrio è quanto mai precario, e non serve più al suo scopo originario. ma io voglio tenerlo, sono sicura che tornerà utile, presto o tardi, che mi verrà una bella idea. l’ho messo in salotto, nel mentre, e ci faccio accomodare gli amici intorno e ci prendiamo il caffè sopra, ovviamente facendo molta attenzione. perché, appunto, è rotto. loro mi dicono riparalo che è bello e può funzionare ancora come prima, oppure mi dicono buttalo. e io dico no no no no, adesso mi faccio venire una bella idea e vedrete – vedremo – poi come sarà tutto meglio. e lo guardo e ci penso e progetto e mi chiedo, ma questa bella idea ancora non l’ho avuta. però tutte le volte che entro in salotto – non tante, in un giorno, ma neppure poche – ci vado a sbattere, contro questo tavolino, e mi faccio male. regolarmente. l’ho mosso l’ho messo un poco di lato, accostato al muro, perché sia meno in mezzo, ma ecco che passo distratta e un altro livido ancora. è che quando lo guardo non riesco – non ancora, almeno – a non immaginarmelo nella sua vecchia collocazione, e inventargliene una nuova, una migliore, non è poi così semplice. eppure so che può esistere, e questa volta la parola migliore non è venuta per caso.

Read Full Post »

[]

Per nove mesi hai portato dentro di te l’assenza di ogni colore.
Quel muto niente ha fatto di te una terra arida, il palcoscenico di un teatro dismesso, coperto di polvere.
Là dove una volta i piedi dei bambini saltellavano via, uno a uno, i giorni della settimana, là dove le loro ginocchia si sbucciavano con le prime, instabili, pedalate, d’un tratto non hai trovato che la colpevole miseria dei piatti sporchi accatastati sul piano della cucina a fine pasto, il pallido requiem dei fili per stendere il bucato abbandonati alla stanca monotonia dei temporali di novembre.
Sei stato un mercato di scambio, un monte dei pegni, l’angolo buio in cui una puttana minorenne vende se stessa per poche lire, sei stato la silenziosa cornice di quadri che non hai mai saputo comprendere eppure avresti voluto comprare, sei stato spesso il fine, raramente il mezzo, più un futuro impossibile che un acerbo presente, spesso incapace di liberarti le caviglie dall’insipido tintinnare del tuo passato.

Quel che sei ora non lo sapresti dire, forse perché gli specchi non lasciano mai intravedere se stessi, eppure ti pare di assomigliare a una strada, lunga distesa attraverso ogni esistenza, certe volte a un altare, al calice, all’ostia e alla saliva che ne disperde il senso, e poi ai succhi gastrici, anche.
Stai imparando a incipriare la tua naturale insignificanza e a farla danzare nelle scarpe scomode, cominci lentamente a dare te stesso in pasto all’incessante deglutirsi delle onde, e apprezzi la salubre distanza dalla quale puoi guardarti guardare verso l’alto, dalla quale puoi controllare di aver controllato due volte almeno oltre le tue spalle.

C’è meno gente, nella piazza alla domenica, e la merce sui banchi è meno varia, ma più fresca; la scelta è limitata ma le albicocche hanno ancora lo stesso sapore di una volta, e le fragole, beh, le fragole non possono proprio mancare. Qualche bambino è tornato a rincorrere la sua adolescenza sulla tua polvere e qualche inferriata è stata abbattuta; dalle altre, un poco di ruggine s’intravede ancora.

Piove più spesso, è vero, ma è un pianto leggero e che non bagna quasi, e se un raggio di sole riesce a sconfiggere il grigio, vedi in ogni goccia la capriola di un minuscolo coriandolo di luce.
Vende petali di girasole, adesso, la puttana bambina, e gli occhi le brillano, soprattutto quando li tiene chiusi.

Read Full Post »

Older Posts »