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Archive for maggio 2009

e fu così che oggi apparve in dipartimento, di proprietà e a uso esclusivo del mio gruppo di ricerca, una macchina per caffé espresso. gentilmente sponsorizzata dai capi, entrambi danesi, è stata acquistata su idea di due colleghi, danesi anch’essi.
it’s the end of the world as we know it. and porca miseria quanto i feel fine.

(la cattiva notizia è che all’inaugurazione ufficiale, con tanto di torta, i colleghi si son fatti fuori praticamente tutte le cialde omaggio — per non parlare della torta —, e così fino alla prossima settimana la suddetta macchina espresso fungerà unicamente da complemento d’arredo. be’, in effetti contribuirà anche all’aumento esponenziale della nostra figosità agli occhi di tutti quelli esterni al gruppo, il che non mi pare poco. comunque. la sottoscritta non ha potuto prendere parte alle gozzoviglie varie perché nel mentre si trovava fuori a pranzo, non avendo in precedenza potuto mangiare con i colleghi perché impegnata in laboratorio. sì: nel progetto di un altro)

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e così sono andata al concerto della torrini. la torrini ha un migliore amico che è pettinato come se avesse un albero tra i capelli, io non lo sapevo mica. alla torrini non gliel’ha detto nessuno che carnevale è passato da un pezzo, e infatti è salita sul palco vestita da heidi, e teneva in una mano una tisana e nell’altra un bicchiere di vino bianco. beveva un po’ di qua e un po’ di là. la torrini ha esagerato col whisky, una volta, e insieme col suo amico che ha un albero nei capelli ha scritto una canzone reggae che però poi il giorno dopo non se la ricordava proprio. gliel’ha dovuto dire il suo amico, alla torrini, che aveva scritto una canzone reggae. la torrini scrive delle canzoni belle anche quando è sbronza, pensa te. la torrini è scoppiata a ridere in mezzo a una canzone, a un certo punto. doveva dire, i will always love you, e invece è scoppiata a ridere. ho pensato che probabilmente è innamorata davvero, la torrini. la torrini una volta si è innamorata di un tipo e gli ha scritto una canzone, e lui si aspettava una roba alla leonard cohen e invece proprio no, e secondo me gli è piaciuta lo stesso. oppure è uno stupido, ma non credo. la torrini una volta ha scritto una canzone su un tipo che beveva troppo, e un sacco di amici suoi poi l’han chiamata per sapere se la canzone parlasse di loro, e in fondo la torrini è mezza islandese, e secondo me in islanda è una noia mortale e allora o bevono oppure cantano. in finlandia inventano i sistemi operativi, invece. anche dopo che il concerto è finito io non la smettevo di cantare my heart is beating like a jungle drum e allora i miei amici mi han portata a bere e dopo che abbiam fatto fuori otto birre in tre cantavano pure loro, e però io ero particolarmente contenta perché uno di loro, che è polacco, mi ha detto che la torrini è simpatica ma così simpatica che secondo lui dovrebbe essere italiana del tutto, e non solo per metà.


ps
i video son quelli del concerto di copenhagen, eh. però quello della canzone è armini, non armani.

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Falcone da parte sua racconta con un certo divertito compiacimento le battute del tempo del maxiprocesso. “Mi viene a trovare a casa il collega Paolo Borsellino. Giovanni, mi dice, devi darmi immediatamente la combinazione della cassaforte del tuo ufficio. E perché? Sennò quando ti ammazzano come l’apriamo?”.

[dal prologo alla prima edizione di Cose di Cosa Nostra, di Giovanni Falcone e a cura di Marcelle Padovani]

e oggi sono diciassette.

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è vero: ho la scrivania che s’alza e s’abbassa elettricamente, lo schermo piatto grande come me e un fondo fiduciario triennale in cancelleria da ufficio. tutto molto fico, oh yeah. lunedì prossimo, poi, dopo il lavoro andrò a mangiare una pizza (sort of) e poi al cinema coi colleghi, che detta così non parrebbe nemmeno una roba troppo danish, non fosse che le due attività verranno svolte rigorosamente in questo ordine. e il film comincia alle 18:30. pare che star trek sia in leggero vantaggio su hanna montana, al momento, e se cercate una faccia dispiaciuta non guardate me.

la prima gallina che lunedì mi augura una buona digestione la centrifugo in lavatrice, sia messo a verbale. non è nemmeno mia, la lavatrice.

per la cronaca, il mio primo giorno di lavoro non è stato granché entusiasmante, se non per il fatto che mi han portato un computer senza schermo e che il tizio dell’IT support c’è pure rimasto male, quando se n’è accorto. oh, shit. è arrivato un’ora e mezza dopo, lo schermo, però appunto è molto bello.
pranzo tradizionale danese: panino. caffè ammmerrigano come se piovesse. pioveva.

il secondo giorno di lavoro ha visto dei miglioramenti sostanziali: avevo già un computer, tanto per cominciare. schermo compreso. mi han dato della roba da studiare e un laser a 532nm. mi han detto, vai in laboratorio e fai quello che sai fare. quello che so fare è: attaccare il laser alla corrente, accendere il laser, osservare compiaciuta la luce verde che esce dal laser, spegnere il laser, staccare il laser dalla corrente, riportare il laser a chi di dovere. tutto molto the big bang theory, se non che non sono bionda e non posso fare penny.

fossi stata bionda, mi toccava scrivere: se non che non sono gnocca e non posso fare penny.

ho detto, facciamo un passo indietro. gli occhi del capo hanno detto: brava, fai un passo indietro. e poi un altro e un altro ancora, fino a che non oltrepassi la porta. e poi chiudila, magari. ha detto, il capo: non c’è nessun problema.
amo la danimarca, si sappia.

later on. pranzo tradizionale danese: panino. caffè ammmerrigano come se piovesse. pioveva. torta al cioccolato, ancora stiamo cercando di capire per festeggiare cosa. nel dubbio che non ci fosse niente da festeggiare, ce la siam mangiata in fretta e con la faccia di chi sa cosa si festeggia.

il terzo giorno di lavoro è domani, ancora non so come andrà. dovrei avere ancora un computer, comunque, e azzardando delle previsioni posso dire: pranzo tradizionale danese: panino. caffè ammmerrigano come se piovesse. se non piove è meglio.

venerdì è festa nazionale. non so bene di cosa, ma partecipo sentitamente.

ah, l’opinione pubblica vuole sapere: vivo con la figlia illegittima di star trek. mi tratta come una stupida e però mi ha rivelato tutti i segreti della casa, tranne che la manopola azzurra della doccia apre l’acqua calda e quella che normalmente giro io invece no. indossa solo tute nere aderenti e lucide, e la prima volta che si mette i capelli dietro alle orecchie prometto che ne controllo la forma.

dicono che il sidro alla mela sia la bevanda dell’estate. non si è capito bene di che anno, però sapevatelo.

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