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Archive for 2 gennaio 2009

parte prima
come un cassetto, la tua voce, e le tue parole sono i calzini e il resto della biancheria che io tiro fuori con tutte e due le mani e dieci dita, che io butto alla rinfusa, affinché nulla resti non conosciuto: se mi vedrai arrivare, starò cercando qualcosa.
mi è venuta questa idea, capire se mi hai mai imparata, se hai mai trovato un verso alle righe del mio foglio protocollo, la banda più alta in alto, e guai a calpestare la colonna di destra. io con te non ci sono riuscita, no, e ne è la prova questo regalo che tengo in mano, che potrebbe essere un missile cuore-cuore e invece è una mina antiuomo che non distingue tra una gamba, una zampa o un pneumatico.

parte seconda
ci pareva potesse essere più semplice, con la mia schiena addossata alla tua schiena addossata alla mia schiena, un girotondo di scapole che non si sa dove inizi, se mai ce l’ha avuto, un inizio. ci siamo svegliati così, spalle a coprire altre spalle, ognuno responsabile di metà dello spazio soltanto, ognuno impegnato a farsi passare il passato -metà del passato- addosso, dalla testa giù verso i piedi, sotto i piedi, sotto terra. una scarica di alta tensione che irrigidisce il corpo e toglie il fiato e spegne il cuore, libera, accende il cuore. guardarci in faccia, quello verrà dopo, e se sei alto come me, poco più di me, allora posso proteggerti meglio, non lasciare che la tua vita ti spari un colpo alla nuca a tradimento.

epilogo
ho ordinato i primi otto mesi di quest’anno, in ordine decrescente, sugli scaffali del mio curriculum vitae. riempiendoli, praticamente, ché prima c’era ben poco. ho disposto gli ultimi quattro mesi, veloci e che sembrano quattro anni, sulle mensole della mia mente, ordinati per autore. mi sono quasi buttata dalla finestra -mi sono fermata con la mano sulla maniglia-, eppure -o forse per questo- è stata una delle annate più intense mai registrate dai miei sismografi.

[23 dicembre 2008]

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