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Archive for 25 novembre 2008

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affogo ogni volta che chiudo gli occhi.
sul cuscino una guancia e un occhio e metà di due labbra: ho i capelli disordinati dall’acqua, che non è fredda e non fa paura. la luce è in superficie e con essa si allontana. mi allontano, piano, mi avvicino alla notte sdraiata sotto.
sul cuscino una guancia e un occhio e metà di due labbra: ho i capelli verticali di gravità, vedo i miei capelli e le mie braccia nude, fino a che la schiena incontra lo specchio, che è lago e mare e oceano e non è freddo e non fa paura. la luce non mi segue oltre la superficie, non l’aspetto, e vedo i miei capelli spettinati dall’acqua e vedo le mie braccia. nude, si fanno ali dalla sola planata.

una federa a cerchi arancioni e verdi e azzurri, sul cuscino, e i miei capelli abbandonati a sogni che sono liquidi ma non sono sogni. non sto ancora dormendo, non sono più sveglia, e c’è dell’ovatta nella gola del mondo. che sia acqua o liquido amniotico -non si nasce cadendo di schiena-, non c’è niente di me che soffra.

affogo ogni notte e ogni giorno, non sono mai morta.

la rêveuse

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