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Archive for 20 ottobre 2008

come l’ultimo giorno dell’anno, come poco poco quasi niente che sta per cambiare – una cifra, soltanto – come invitare gli amici più cari, poter avere il loro sorriso accanto quando sarà il momento di, il momento per, passare la giornata dentro e fuori negozi idee pensieri, cercando di trovare quel non so cosa che li faccia sentire a casa loro, a casa tua. e sapere che quel che accadrà non lo puoi sapere, che magari sarà un anno meraviglioso oppure orribile o, semplicemente, così così. riuscirai? fallirai? e dove sarai, tra un altro anno? ma intanto te ne stai nella prima metà dell’inverno eppure la sfera sul piano inclinato aspetta solo un colpetto per ruzzolare giù, prendere velocità accelerare lasciarsi rotolare verso una nuova primavera un nuovo compleanno – e santo cielo è ancora un altro anno in più, quest’anno, e io non riesco a non sentirmi piccola – e chissà cos’altro.
pensavo – già una ventina di giorni, da allora – di sentirmi così, con i talloni in un anno finito e le punte dei piedi in uno ancora da cominciare, di essere pronta a fare quel passo e a cambiare poco e niente, pur cambiando tutto. altro giro, altra corsa, e allacciate le cinture. penso, oggi, che l’anno nuovo è davvero cominciato, e fa freddo ma tra poco farà di nuovo caldo, e che presto sarò più grande, non necessariamente più vecchia. e che la palla accelera e accelera e forse me ne starò qui, a guardarla correre.

ho detto proprio così: è difficile. amare è difficile. lasciarsi amare, anche. e sento la sua voce, anche se queste cose me le han dette le sue mani, non la sua voce. faticoso, ha detto ha scritto faticoso. ho detto: difficile. la cosa con meno garanzie con meno certezze con più rischi e più coraggio e più incoscienza. c’è, un giorno, e il giorno dopo non c’è più, oppure c’è ancora oppure c’è ma è diversa.

(e se fossimo noi, quelli diversi?)

oppure. oppure c’è, ma mi sono girata e di spalle non riesco a vederla, e allora dico che non c’è, perché è meno faticoso che voltarsi a controllare. e allora sì, è anche faticoso.

ma l’anno non è più l’anno vecchio, e il freddo non sarà freddo ancora per molto.

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