Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 9 ottobre 2008

torno alla carta, alla fine. finalmente, avrei dovuto dire. parole che anche se non mi piacciono ormai le ho scritte e stanno lì, e mi guardano, e non le posso cancellare. una bella riga sopra, al massimo. ma fanno rumore lo stesso.

in quanti pezzi puoi strappare la carta? hai chiesto, non sono mai abbastanza, hai detto. e io ci ho pensato, ci ho pensato tanto, e ho capito che hai ragione e ho capito che voglio fidarmi di me stessa a tal punto da rendermi immune all’accanimento frenetico sul tasto canc. terapeutico, l’accanimento? no, non c’è terapia non c’è cura nel mettersi a tacere. non c’è soluzione. basta, devi cominciare a piantarti attorno dei paletti, a imporre il tuo spazio, e se vuoi scrivere scrivi e scrivi e scrivi e non rileggerti e non lasciarti spaventare dalla tua brutta grafia e smettila di arrotolarti, a spirale, su te stessa e. più lineare, devi essere più lineare, e vedrai che dal recinto dietro a cui oggi ti proteggi saprai uscire e indossare ogni giorno un colore nuovo. me lo ha detto lei lui me l’hanno detto loro.

la costanza è l’obiettivo, almeno fino a che non diventerà il mezzo.

e non faccio cose perché non le voglio fare anche se le voglio fare, e lascio che le due parti di me – la pancia, la testa – si affrontino, su quelle pagine. di carta. mi siedo dentro di me e guardo fuori, poi mi siedo fuori e guardo dentro. e la parole che non sono trasparenti mi spaventano, comunque.

e questa canzone è in risonanza. e il futuro fatto di pagine bianche, anche.

Read Full Post »