Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 11 settembre 2008

Il problema è che quando il cuore è un deserto, che asciuga e secca qualsiasi cosa una si azzardi a piantarci dentro, il fatto che sia anche enorme non rappresenta un fattore positivo. Anzi. Può darsi quindi che rimetterlo sotto chiave sia una buona idea, o che sia invece l’ennesima cautela non necessaria. In fondo non è solo col cuore che si prosciugano le persone, di solito anche la testa recita bene la sua parte. Lo specchio riflette una gigantesca spugna che dissangua chi le sta attorno e aumenta in volume, e che poi si ritrova punto e a capo, piccola e assetata, non appena le vite degli altri le sono evaporate via dal petto. Così mi scopro in mano quest’immaginetta dai contorni sfocati, dentro alla quale cerco l’istante esatto in cui tutto è passato dall’essere prima all’essere poi, il momento in cui almeno una buona metà delle canzoni che passano su MTV ha ricominciato a parlare con me. Di me. Seguo col dito il suo profilo, poi il mio, poi quello del silenzio, ma l’attimo in cui si è lasciato vincere dalla mia aridità, quello proprio non riesco a vederlo. Sarà che di carcasse me ne porto tante, dentro. Sarà che quelle rare volte che ho dato aria al cuore il vento ha soffiato via sempre un sacco di foglie accartocciate. Difficile puntare sulle similarità, io stessa mi assomiglio sempre meno. Mi assottiglio sempre meno, come se occupare spazio nella mia vita non mi disturbasse affatto. Mi dispiace ammettere che ci siano altri nomi, prima del suo, nella lista delle persone a cui distribuire l’inutilità del mio senso di colpa, e mi dispiace anche e soprattutto che questa non sia la prima occasione che lo ha visto secondo a qualcosa, o a qualcuno. Mi riprendo il mio cuore vampiro, adesso, e lo metto nella tasca delle cose non terminate. Lascio che coltivi nel suo deserto altri piccoli aborti di felicità da barattare, a tempo debito, con un’altra fetta di me stessa.
Magari tutto questo finirà, un giorno.

Read Full Post »