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Archive for agosto 2008

Prima, i pezzi che compongono il contorno. Sempre. Faccio così: passo in rassegna un pezzo alla volta e se almeno un lato non ha protuberanze o buchi, allora lo tengo da parte, altrimenti lo metto nel coperchio della scatola, nel mucchio delle tessere già viste. Se poi trovo un pezzo con due lati completamente lisci, e so che ne devo trovare quattro in tutto, allora lo metto sì con quelli tenuti da parte, ma in una posizione speciale, tipo dentro un portacenere pulito (una di quelle bomboniere brutte brutte con dentro scritti i nomi e la data e “oggi sposi”, quelle che la mamma dice “potevano anche risparmiarsi i soldi”, tipo), in modo da averlo sempre pronto all’occorrenza. Questa prima fase è parecchio lunga, bisogna stare super attenti a non buttare alcuni pezzi del bordo nel coperchio della scatola, ché sennò quando dopo ti servono non li trovi e devi ripassare tutto da capo, ed è una noia mortale. Una volta finito, prendo i quattro pezzi speciali e cerco di capire quali stanno sotto e quali sopra, quali a destra e quali a sinistra (ma c’è la foto nel coperchio della scatola, di solito non è difficile metterli al posto giusto), e poi comincio a mettere a posto i pezzi del bordo, quelli col cielo vanno in alto, quelli con l’acqua o l’erba o il cemento o i piedi delle persone vanno in basso; ai lati, beh, dipende. Per mettere i pezzi dentro, invece, ci vuole tanto tempo e anche tanta pazienza, secondo me; di solito io passo di nuovo tutti i pezzi facendo dei mucchietti con quelli dello stesso colore o di colori simili, perché magari vanno messi vicini. Se poi ci sono cose che si assomigliano, tipo una zebra o una mucca (non quella viola della pubblicità, però), allora bisogna stare attenti a non attaccare, per esempio, le zampe di un animale al corpo di quell’altro. Comunque è ovvio che qualche pezzo, tipo il muso della mucca, non lo vedi passare e lo butti con gli altri nel mucchio dei già visti, oppure ti sbagli e lo metti con i gruppetti degli altri colori: è proprio super difficile indovinarli tutti subito, e in fondo io l’avevo detto che ci voleva pazienza. Però, ecco, la cosa più brutta dei puzzle è che quando li ho finiti e ci ho messo tanto tanto tempo, poi non so dove metterli e allora la mia mamma e li fa smontare e rimettere nella scatola perché dice “non potremo mica tenere occupato il tavolo per sempre”, e mi dispiace e certe volte mi viene anche da piangere, a vedere tutto quel lavoro rovinato.

(questo per dire che: mi sento come se i prossimi due o tre anni della mia vita fossero stati stampati su un pezzo di cartone di forma sconosciuta – verosimilmente, non rettangolare – e poi frammentati a formare un gigantesco puzzle; ho cercato in giro eppure non ho trovato la scatola, e non so bene che figura dovrà venire fuori. Sto ancora cercando le tessere che compongono il bordo e per quanto riguarda gli angoli, dove e quanti siano non l’ho ancora capito (e, a dire il vero, non possiedo un solo portacenere. Ma non è che mi dispiaccia poi tanto). Domani questo blog compie due anni, intanto, e se penso a quanto di diverso ora c’è nella mia vita e nella mia persona, rispetto a quel primo post, ho il dubbio che il mosaico del mio immediato futuro sia qualcosa che ora non posso proprio comprendere. La sola cosa su cui credo di poter scommettere è che, se oggi è tutto dannatamente difficile, in seguito lo sarà anche di più. Spero solo di riuscire a non mollare la presa, ecco, e che alla fine non sia tutto da smontare e mettere via)

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