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Archive for 25 giugno 2008

Dieci, le lettere. Incapaci di gonfiarsi, o di prendersi per mano, a riempire quell’unico vuoto, quell’assenza di suono. Una pausa. Un respiro che impone una sosta, che interrompe il viaggio. L’essenziale, il palindromo, l’ordinato: si stringe a sé, mentre l’asimmetrico e disordinato si isola all’altro lato, col frivolo. Una macchia di perfetta circolarità dentro una linea che va in ogni direzione.
Undici, le posizioni. Una disparità costruita ad arte che si porta in grembo due parità mancate, all’una all’altra estranea; nonché sbilanciata di lato. Celata dai rimbalzi delle sillabe, in numero pari, e dal duplice alzare la mano della lettera maiuscola.
Eppure, l’inizio e la fine si confondono, richiamandosi vicendevolmente.

Decisamente, un equilibrio non poteva esserci. E, forse, è così che nasce la musica.

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