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Archive for 25 maggio 2008

(parte prima)

No, non andrà tutto per il meglio: tutto andrà, presto o tardi, in qualche modo. Ti posso stare accanto mentre cambi forma, mentre assumi lentamente le dimensioni della tua vita nuova e ti adatti al dilagare degli eventi, e lo farò volentieri, se me lo permetterai. È colpa mia, lo so, non riesco a mentire. Non chiedermi, ti prego, di dirti che domani starai meglio. Starai meglio, è certo, ma non sarà domani, e nemmeno il giorno dopo. Un domani, forse. Oppure un altro ancora. E quel giorno non avrai più bisogno di me, perché una persona felice basta a se stessa, e questo lo sappiamo entrambe. Sono qui, nel frattempo, la medicina cattiva nel mobiletto del bagno, semi-nascosta tra gli antidolorifici e gli sciroppi edulcorati, in caso i cerotti dovessero mai finire.

(parte seconda)
No, non ti dirò che non esiste altra alternativa: esiste sempre, un’alternativa. È complessa, è dolorosa, è umiliante, lo so, e non ti incolpo di nulla. Ma offrire il proprio cuore all’altrui masticazione può essere un’idea, alle volte. No, non necessariamente buona. E non credo, lo sai, che la reciprocità dei silenzi giustifichi alcunché, specie se dovuta a una vertigine emotiva. Ma nascosta dietro al quieto vivere un’alternativa la si trova sempre: fermarsi alle colonne d’Ercole è una mossa saggia al fine del buon riposo notturno, eppure può valer la pena di spingersi oltre, di quando in quando. Dovesse la corrente trascinarti via, sono qui: anche e soprattutto per te.

(parte terza)
Probabilmente hai ragione, nel biasimarmi. Ma ho il sospetto che alla fine non resti poi molto, oltre alla verità, e a dispetto di svariati tentativi non ho ancora trovato un’utilità concreta nel salvare le apparenze. Non sono per niente brava nell’equiparare i miei comportamenti con i rischi che corro, non credo tu te ne sia accorto. Possiedo però una spiccata attitudine alla rimarginazione silenziosa delle mie ferite. Del resto, sono brava a incolpare me stessa, e non sempre lo faccio a sproposito. Ti sono debitrice del tempo che hai speso a passare al setaccio le mie emozioni, cercando inutilmente di trovare loro una logica che non stonasse troppo col tuo modo di vedere le cose. E sono qui, pronta a fare altrettanto per te.

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