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Archive for 10 maggio 2008

L’ho comprato. L’ho visto in vetrina e l’ho comprato.
Mi dava fastidio, così ordinato, e allora l’ho comprato, solo per metterlo in disordine.

Ci gioco, ogni tanto, lo rigiro tra le mani e poi resto a fissarlo, come ipnotizzata. Confondo i colori, disponendoli a seconda del mio umore, e comunque vada un po’ di rosso c’è sempre.
No, non mi va di risolverlo: mi pare molto più bello, così. Una dinamica multicromia cocciutamente tendente al disordine. Mi somiglia, non trovi?
Come una scarpa slacciata, un letto disfatto o una tazza ancora da lavare.
E a essere sincera mi piace l’idea che possa non avere mai fine, che possa, pur cambiando, restare sempre simile a se stesso. Dovessero quei colori, un giorno, tornare per errore al loro posto, credo che ci resterei male, come quando sbatto il naso contro il punto che chiude un libro meraviglioso, e io mi sento come privata di una parte di me stessa, dopo. Per fortuna che non sono poi tanti, i libri meravigliosi.

L’ho comprato, ne ho comprati due, a dire il vero. Ma, credo, a te mancherà il coraggio per disfare irrimediabilmente quella fredda, immobile perfezione, per spingere l’esatto dentro la spirale del disordine.
E, forse, un poco mi dispiace.

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