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Archive for 19 febbraio 2008

soundtrack

È che lei è sempre la stessa, quella che se anche ha i capelli un po’ più lunghi, oppure più corti, e che se anche è più magra, se anche è più stanca, se anche è di poco più decisa o di molto più insicura, è ancora la stessa che la mattina non vorrebbe mai alzarsi dal letto, e che si sveglia la domenica con ancora il trucco della sera prima sul viso, e che comunque preferisce non truccarsi affatto, è quella che quando esce con i jeans tutte le altre donne hanno la gonna e i tacchi, e che quando azzarda la gonna e i tacchi, ecco che tutte le altre sono in jeans e con le scarpe da ginnastica, è quella che quando piove le si bagnano gli occhiali, le si appannano gli occhiali, quella che quando porta le lenti a contatto di solito le entra il fatidico bruscolino nell’occhio, e anche se è più adulta, anche se si sente più autonoma, è sempre di più quella che non sa avvicinarsi al proprio futuro, che lo sposta man mano che procede, e che gli toglie via via ogni limite geografico, quella che soffre quando non riesce a rianimare conversazioni dall’elettrocardiogramma piatto, quella che parla a voce bassa e che a volte nessuno la sente, quella che quando fa una battuta nove volte su dieci è fuori luogo, è quella che si ustiona regolarmente la lingua, quando cerca di capire se il cibo è cotto, quella che per preparare la stessa torta, l’unica che sa fare, deve seguire la ricetta punto per punto, e anche se ha recintato dall’interno alcune porzioni di se stessa col filo spinato, anche se non ha bisogno di defibrillatori per far ripartire il suo apparato cardio-sentimentale quando s’ingolfa, anche se ha imparato a sbattere la porta in faccia alle persone, è quella che lo fa ancora e solo con chi da tempo le ha girato le spalle, quella che ancora si chiede se sia possibile individuare tra i propri sentimenti quelli giusti e quelli sbagliati, che ancora si chiede se abbia un qualche senso farlo, ed è ancora quella capace di abbandonare qualsiasi cosa stesse facendo per mettersi a scrivere, per mettersi a piangere, e anche se alle volte vorrebbe un qualche punto di riferimento in più, anche se ha capito di avere più assi nella manica di quanti non avrebbe mai pensato, anche se ha una mezza idea di come giocarsene qualcuno, e anche se ora non sa fare programmi che arrivino a coprire il giorno successivo, è sempre quella che sogna terre straniere, che se potesse allargherebbe la sua mente a dismisura, pur di farle contenere il mondo, che metterebbe quattro cose in valigia e prenderebbe il primo aereo verso qualsiasi destinazione, ed è ancora quella che deve vivere ogni cosa sulla propria pelle, prima di capirne il significato, e anche se ha smesso di aspettarsi qualcosa dagli altri, anche se ha imparato che le emozioni non vanno mai sottovalutate, e anche se ha incrementato consapevolmente la sua dose di egoismo o se semplicemente ha iniziato a vederla moltiplicata rispetto a quella che è realmente, è sempre quella che porta le ferite più grandi, quando alla fine si fanno i conti, ed è sempre quella che assiste impassibile allo sgretolamento della sua autostima, quella che si guarda allo specchio e non si piace, quella che confronta se stessa con le altre donne e non riesce a vincere una sola volta, è sempre quella che cerca con tutte le proprie forze di tirare fuori il meglio da se stessa e da ogni altra cosa, ed è sempre quella impegnata in lunghi e complessi processi di pace con persone che ce l’hanno con lei senza saperle spiegare perché, o forse senza una ragione precisa, quella che in una giornata come quella di oggi, con l’aria fresca che le pare di sentirla entrare e uscire dai polmoni, col sole che non pare nemmeno febbraio, vorrebbe lasciare a terra la giacca e la sciarpa e la borsa e mettersi a correre, e a ridere, e a correre, fino a che le basta il fiato.

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