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Archive for 9 gennaio 2008

Mi dice good that you’re already here, so you can have a look at what we did on Monday.
Mi dice here’s your textbook.
Mi dice.
You can study the first chapter.
And learn to count to twenty.

Apro il libro, la prima frase è det er mandag morgen.
La seconda, klokken er kvart over ni, og første time i dansk for udlændinge begynder.
Andiamo bene.
Ora, dovete sapere che ai merluzzi gli fa immensamente, gigantemente e ciclopicamente schifo mettere una cacchio di mezza frase non in danese in un libro di grammatica danese. Sono patriottici, loro, che vogliamo farci.

Segno della croce, cominciamo la lezione.

Today we have two new students, dice; disegna un rettangolo alla lavagna e scrive

Mikal

– Is it right?

Mi guarda.

– Emm… no. My name’s Anna Chiara.
– Oh, Anna! I’m sorry, i thought that you were a girl.
– Actually i am a girl.
– Uh?
– Listen, i can assure you that i am a girl.

Tutti ridono, tranne lei.
Non è affatto facile fare una figura del piffero con i compagni di classe prima ancora di iniziare le lezioni: tanto di cappello, Chiara.

Blablablaqualcosa, seguito da otte.
Tutti immobili, concentrati, pronti all’attacco.
Blablablaqualcosa, seguito da otte.
Qualche espressione un poco dubbiosa, ma non rompiamo le righe.
Ci guarda schifata, capisce che blablablaqualcosa seguito da otte non ci dice proprio niente, a noi branco di capre ignoranti del merluzzese idioma, e traduce.

Go to page eight.

Ah, ma pensa te. E io che credevo parlasse del disboscamento della foresta amazzonica.

Numeri, at first. Entotrefirefemsekssyvottenitieccetera. Poi, aspetta, mica finito: al venti (tyve) giro di boa, dopo si dice uno-e-venti (enogtyve), due-e-venti (toogtyve), tre-e-venti (treogtyve) e così via.
Sessanta si dice tres, come tre-volte-venti (e qualche accidente, di striscio, colpisce pure il popolo di Francia), ottanta si dice firs, quattro-volte-venti. E poi, il bello: cinquanta e settanta, rispettivamente halvtreds e halvfjerds, ovvero tre-volte-venti-meno-dieci(cheèlametàdiventi) e quattro-volte-venti-meno-dieci(cheèlametàdiventi).
Capite la logica?, dice lei.

Logica?!

E mica per niente il buon Guglielmino l’ha fatto dire a un danese “c’è del metodo in questa pazzia”. Il più è trovarlo, questo metodo.

Poi ci fa ascoltare un dialogo, e pretende che rispondiamo anche a delle domande.
Primo ascolto.
Secondo ascolto.

Fa le domande. Aspetta le risposte.
Si risponde da sola.

Gentilmente ci spiega che il dialogo parla di questo tipa che si deve incontrare con l’amico Paul che parla tutte le lingue del globo terracqueo più qualche altro idioma di prossima invenzione, e che questo Paul abita ad amager (che si legge amàa e che è la zona di Copenhagen in cui si trova l’aeroporto) e si sposta solo in bici, non ho ben capito se è per via della sua danesità teo-con o perché non sa guidare, ma ho il sospetto che la cosa non fosse poi così rilevante, ai fini dell’esercizio.

Per la cronaca: per quel che avevo capito io, i due tizi avrebbero anche potuto parlare di una guerriglia urbana tra orsacchiotti di pezza equipaggiati con le armi chimiche mai trovate in Iraq e gli omini gialli dei lego a cavallo di temibilissimi draghi a pedali, armati di balestre arrugginite.

Detto questo, per la prossima lezione ho anche dei compiti. Il problema è che non sono sicura di aver capito cosa devo fare.

SMS di Ephram [19:57]: Com’è andata la lezione di merluzzese?
SMS di AnniKa [20:16]: Guarda, lasciamo stare. Altro che velo pietoso, ‘na trapunta ci vuole qui.

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Comunicazioni di servizio (brevi ma intense):

#1 alla danese che da ieri sera mi sbriciola le balle su skype: No, non ho la minima intenzione di fare sesso con i tuoi amici, nemmeno per divertimento. Piantala.

#2 al tizio che, tutti i santi giorni da qualche mese a questa parte, arriva su Strepitupido! cercando “la lavatrice non fa la centrifuga”: cambiala, quella cazzo di lavatrice.

#3 alla tipa che mi ha mandato una mail oggi pomeriggio: “se per caso possiedi il libro tal-dei-tali”… come ti viene in mente che io possa avere una grammatica danese, prima ancora di cominciare il corso?!?

#4 oggi mi hanno lasciata da sola in laboratorio a giocare con cento-e-passa mila euro di strumentazione. Per inciso, era il primo giorno che ci mettevo piede, in quel laboratorio. Detto questo, posso confessare quale e quanto piacere sadico si provi nel denudare le fibre ottiche e nell’infliggere loro atroci sofferenze mediante una punta di diamante.

#5 essere il fidanzato di una danese non deve essere facile, tutto sommato. La mia coinquilina stasera ha cenato a base di salsiccia, fagioli e cipolla. De gustibus.

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