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Archive for gennaio 2008

Per quanto riguarda il pranzo di oggi, non so se mi ha lasciata maggiormente perplessa il pasto componibile dei sudamericani seduti di fronte a me, o l’aver visto un’italiana trangugiare con gusto un misto di pasta, insalata e salse, o l’aver avuto conferma del fatto che per l’indiana che segue il corso di danese con me io sono il prototipo della persona noiosa e antidivertente, oppure i funghi freschi che, a contatto con l’olio, son diventati improvvisamente verdi, dapprima, e poi fosforescenti.

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Talvolta, la sera, scoppio a piangere
poi mi adiro per le mie lacrime,
       che hanno illuminato il mondo e consumato me.

Hoda Ablan, Confessione.

[Da Non ho peccato abbastanza – Antologia di poetesse arabe contemporanee, Piccola biblioteca Oscar Mondadori]

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– Bye
– Bye, and have a nice day!

Allora, bimbo mio, mi è appena partito l’autobus davanti al naso nonostante la corsa a rotta di collo, e come se non bastasse mi hai appena detto che non hai caffelatte da vendere, ma solo caffè brodaglia. Sulla base di cosa, esattamente, ritieni che questa possa essere una buona giornata?

Che vuoi che sia, mi dice Aigor (il neurone stacanovista), poteva anche andare peggio. E, infatti, poi s’è messo a piovere.

update
per aspera ad aspera

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Come non detto, ci sono anche le stelle: han fatto il girotondo più volte attorno alla mia testa quando mi son letteralmente sbrindellata un dito con una lametta che usiamo per togliere il rivestimento alle fibre.

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(come da titolo)

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Il lato umano di quella che sta dall’altra parte della cattedra: svestiti i panni da arbeit-macht-frei, eccola immedesimarsi nella perfetta mamma-per-amica. Anche i merluzzi hanno un cuore.

Anche quelli che insegnano il merluzzese idioma, dico.

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Ho letto in giro che il bipede è sapiens sapiens da un bel pezzo e che i dinosauri non torneranno mai più. Peccato, un po’ ci speravo.

Ergo, pianeta terra, lasciati trascinare anche tu dall’onda evolutiva e beccati ‘sto link nuovo di pacca per i feed del blog. Poi, se sei un amante del brivido, puoi pure richiedere una dose circa-quotidiana di strepitupidaggine in buchetta. Che dire.

Per quanto riguarda i commenti, invece, fa fede il caro vecchio wordpress. Almeno per ora, s’intende.

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soundtrack

clouds.jpg

Poi, il cielo s’è strappato ed è uscito l’azzuro, ed è esplosa la luce. Un battito di ciglia soltanto, e dopo era di nuovo tutto illuminato, come se il grigio buio spento claustrofobico non fosse mai esistito. Ossigeno, finalmente, quel cielo che amo e che si lascia respirare, quelle nuvole che sanno di sereno e il vento, nostro e quotidiano, e i capelli schiaffeggiati sul viso, e gli occhi chiusi, occhi che piangono, occhi che risplendono.

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