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Archive for 13 dicembre 2007

Stavo male, oggi, e forse era quello. Ma mi è sembrato, nell’improvvisa, inusuale assenza di vento, che il freddo fosse diventato d’un tratto solido, un cubo di vetro dentro al quale quell’unico uccello faceva una fatica disumana, nello sbattere le ali.

Gli alberi, spogli.
Le strade, deserte.

Mi dava quasi fastidio la musica, nelle orecchie.
Ma ho avuto paura del silenzio, e allora non l’ho spenta.

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[nota: io, mentre scrivevo, stavo ascoltando questa canzone; ora questo post ha anche una colonna sonora, e diamo un sonoro schiaffo alla miseria, suvvia]

the sky upon sigursgade

Perché forse è una cosa che mi porto dentro da sempre, questa, forse se non fossi stata in un certo qual modo predisposta non avrei mai trovato il coraggio per.

Andavano, le fermate, una dopo l’altra.
Andavano veloci anche le luci, a interrompere il buio dietro al finestrino.

Tagliava via una fetta della città, quel treno, portava con sé il ricordo sbiadito di esistenze monocromatiche, l’immagine sfocata di occhi vuoti, di orizzonti spenti, di movimenti interrotti. Masticava e sputava via, quel vagone, vecchie lacrime e sogni bidimensionali proiettati sui soffitti bianchi delle notti insonni.

La verità è che le ali non servono, per alzare la propria vita di qualche metro, e forse non serve nemmeno un’astronave.
La verità è che se il mondo te lo porti dentro, il volo prima o poi lo prendi comunque.

Però, ecco, un biscotto al cioccolato è sempre bene avercelo, con sé.

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