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Archive for 4 settembre 2007

Evidentemente, il team italiano è arrivato in ritardo.
Sì perché ieri, alle 21.30, sul campo di Alicante si è presentata la sola nazionale slovena.
La nazionale italiana, quella composta da Basile, Belinelli, Soragna, Bulleri, Mordente e soci, è entrata in campo nel solo ultimo quarto, dopo che, per mezz’ora di gioco effettivo, la Slovenia ha fatto quello che voleva contro la nebbia più totale.

Che farci? Noi italiani siamo fatti così, a noi piace soffrire.

Impegnati a raccogliere fragole per i primi due quarti almeno, gli azzurri hanno colpevolemente sottovalutato il giocatore più forte del team sloveno, il temibile Mancinellovič, capace di perdere palla per due volte consecutive in attacco e di incorniciare il tutto con un brillante fallo antisportivo durante l’azione successiva. Proprio vero che quando tocca la palla lui non cresce più l’erba.

Menzione d’onore anche per Bargnani, che, come si dice in gergo, non è riuscito a entrare in partita. Ovvero, fuor di metafora, che non ha capito che prima si impara a giocare a basket e poi dopo si va in NBA, e non viceversa (Manù Ginobili insegna, ecco).

Mentre la regia italiana ritaglia casualmente spezzoni di partita da mandare in onda, mentre la regia spagnola scambia momentaneamente la Slovenia per la Francia e l’Italia per la Polonia, emergono alcuni rimedi rapidi per porre fine a cotanto scempio di virtù e belle speranze:

a) recuperare, chi dalle celle frigorifere, chi dalla naftalina, Abbio, Myers, Pittis, Pozzecco e le altre vecchie glorie amiche loro;

b) recuperare dall’infermeria Galanda, Rocca e Gallinari, e chiuderci dentro Bargnani e Mancinelli, invece;

c) spiegare a Bulleri che mettere i tiri liberi sarebbe carino, da parte sua, essendo che di mestiere fa il giocatore di basket;

d) spiegare a Recalcati che Belinelli in panchina non serve poi a molto.

A cinque minuti dalla fine qualcuno, non visto, sussurra ai collaudatori delle divise che affollano il campo che il team azzurro, quello vero, è finalmente arrivato al palazzetto. È il miracolo: Soragna, Gigli, ma soprattutto Bulleri, recuperano i 15 punti che la Slovenia ci aveva sbattuto sui denti, e riescono addirittura a portare l’Italia a più due, a cinque secondi dalla fine.

Poi, siccome la prima regola del basket è Non è mai finita finché non è finita (e la seconda, pare, è Metti in campo Mancinelli e ti strappo i peli della braccia uno a uno), Lakovič tira da tre, e la mette. Senza pietà alcuna.
E giustizia è fatta.

[scritto con la collaborazione di Ephram]

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(Yes, jAsOn, this is for you)

Insultalo pure, tu. Pesantemente, se vuoi.
Lui cucina spaghetti cozze e peperoncino, e io gongolo di brutto.
😉

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