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Archive for 1 luglio 2007

La guardava con sorpresa, qualcuno, qualcun’altro invece con curiosità.
Era forse l’abbigliamento, quella canottiera bianca così scollata e irriverente ad attirare l’attenzione degli uomini; le donne, invece, fissavano il girasole con il nastro giallo, quello che lei teneva in mano.
Certo, avrà pensato qualcuna di esse, non bisognerebbe andare in giro svestite in quel modo, con la pelle chiara e sudata di quel décolleté non certo generoso, coperta a fatica da quel lembo di stoffa spiegazzato, ma lei, la ragazza col girasole e il nastro giallo, lei non sembrava prestare la minima attenzione alla cosa, non pareva nemmeno che si fosse accorta di tutte quelle paia d’occhi che la guardavano, perché quando hai ventiquattro anni e hai le tasche piene di possibilità, e la vita nelle tue mani, poco ti importa della tracolla della borsa che sposta un poco la spallina della canottiera, o della gente che ti guarda di traverso, e questo soprattutto se hai un mano un girasole, che è il tuo fiore preferito, e se stai guardando negli occhi la persona che te l’ha regalato.
Si sentiva dannatamente bella, nel grigio triste di quel vagone della metropolitana, bella come non si era sentita più da un sacco di tempo, come forse nessuno l’aveva mai fatta sentire, prima, e ripagava quello sguardo, quel sorriso a lei diretto e probabilmente da lei causato, quel sorriso caldo e avvolgente che la saziava e vegliava su di lei, con tutto l’entusiasmo e tutta la gioia di cui era capace, aggrappandosi a quel girasole, ostinato e coraggioso, che per il secondo giorno consecutivo non ne voleva proprio sapere, di chinare il capo.

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