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Archive for luglio 2007

Non è che io sia morta, intendiamoci, è che nella regione disarpizzata Internet ancora non si sa che cosa sia. Ho anche azzardato una connessione a scoiattolo con mezzi di fortuna. Scarsissisimi risultati, ahimè. Ah!, ci fosse stato il buon MacGyver, avrebbe risolto tutto con un pomodoro ciliegino, una limetta da unghie e un calzino sporco. Ma tant’è.
Sto pensando, e non date la colpa al caldo, di lanciare la campagna strepitupido @ your place, scimmiottando un po’ MTV: voi mi invitate gentilmente a casa vostra, e io invece che farvi il concertino (che tra l’altro disturba i vicini) scrocco la vostra connessione e pubblico un post. Altrettanto gentilmente, s’intende.

Per la cronaca, attualmente, sto scroccando la connessione del buon Ephram, who wants to be the next one?

Per il resto tutto bene, sappiatelo; sono riuscita a leggere tutte le seicento e passa pagine del libro più atteso dell’anno, senza che radio, televisione o persone particolarmente simpatiche mi rivelassero il finale, ho fatto la zia Tatà (versione riviera romagnola) per ben tre giorni, rimediando un eritema solare da antologia della coglionaggine universale e ho festeggiato lo stesso compleanno in quel di Brivio, Bergamo e Merate, anche se non in simultanea (l’esame di ubiquità ls ancora non l’ho passato).

Bene, attendo il vostro invito, allora. Ah, la birra la porto io, ovviamente.

[ 😉 ]

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Il criceto è stato prepensionato, almeno lui, e la tecnologia ancora non ha raggiunto il quarto piano senza ascensore nella regione disarpizzata. Domani, si dice in giro.

Ho dato fondo alle riserve di energia, negli ultimi giorni. Del resto, si sa, l’entusiasmo stanca.

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L’intenzione era quella di dare una forma compatta e relativamente dignitosa alle millemila cose che gironzolano per la mia testa, come il concerto dei Genesis a Roma, per esempio, o il trasloco e la fuga definitiva da villa arpies, anche, o il fatto che la settimana scorsa ho passato l’esamedellavita, tipo. Era proprio questa, l’intenzione originale, ve lo posso giurare; e infatti son venuta in facoltà apposta, oggi, perché a casa, nella regione disarpizzata a distanza sufficiente da quel covo di vipere, non ho ancora una connessione a Internet, e io ve le volevo proprio raccontare, tutte queste belle cose, e anche quelle un po’ meno belle.

Ci tenevo a dirvi che il concerto delle tre vecchie zie è stata un’emozione enorme, e che la due giorni romana in compagnia del fidanzatodellafortunata, del lettoreguadagnatoeperso e dell’uomodellapannocchia è stata veramente piacevole, contrariamente a ogni aspettativa.
Volevo anche scrivervi che ho scimmiottato miseramente Audrey Hepburn, facendomi fare una foto roman-holiday style sulla gradinata di Trinità dei Monti.
Avrei voluto anche fare un bel post sul trasloco, su come lunedì mi sono spaccata la schiena portando su il mondo per quattro piani di scale e su come coinquilina1 sia riuscita a farmi incazzare di brutto anche gli ultimi venti minuti che ho trascorso a villa arpies.
Avrei voluto dirvi pure che ultimamente la mia alimentazione è basata sull’anguria, sulla crema di yogurt bianco muller, e sul succo di frutta alla pera, e che riesco addirittura a sopravvivere, anche se non so bene come questo sia possibile.

Avrei dovuto scrivervi una miriade di cose, oggi, davvero.
Eppure non vi scriverò la miriade di cose che avrei dovuto scrivervi.
Eppure non darò una forma compatta e relativamente dignitosa alle millemila cose che gironzolano per la mia testa.
E questo perché sono arrivata in facoltà, oggi, ho preso un caffè al bar, e sono salita al terzo piano per controllare se fossero finalmente uscite le graduatorie per le borse di studio per la tesi all’estero.
C’erano, le graduatorie.
E nell’elenco dei vincitori c’era scritto anche il mio nome.

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Ebbene sì, lo confesso: quando mi hanno detto che l’ormai ex futuro marito di Alanis Morissette l’aveva piantata per Scarlett Johansson, ho tirato un sospiro di sollievo.

Il mio primo pensiero è stato “magari adesso si rimette a scrivere canzoni decenti, lei lì”.
Il secondo, “ma la perfidia che c’è in me”.

Capitemi, io ho imparato l’inglese, ascoltando jagged little pill, e ancora adesso è uno dei miei album preferiti, insieme a ok computer e pochi altri. Sono anche una dei pochi esseri umani che hanno amato supposed former infatuation junkie, e che tuttora lo amano, a voler proprio essere sincera.

La mia ammirazione nei confronti di Alanis, poi, è cresciuta esponenzialmente dopo averle visto interpretare il ruolo di Dio in Dogma, e ho anche cercato di ascoltare i suoi primi due album, lo ammetto, rischiando di vomitare dopo circa dieci nanosecondi di ascolto della prima traccia, ma tant’è.

Ieri, girovagando tra gli scaffali di Nannucci, ho trovato in offerta l’album jagged little pill acoustic, pubblicato a dieci anni di distanza da JLP, e non ho potuto fare a meno di comprarlo. Anche perché, diciamocelo pure, sette-euro-e-novanta, per un bel cd, è un prezzo realmente dignitoso.

and life has a funny way of helping you out
when you think everything’s gone wrong
and everything blows up in your face

Alanis Morissette, Ironic

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è fortunato assai.

AnniKa: Buongiorno, vorrei sottoscrivere un abbonamento Libero Absolute ADSL
Operatrice155: Comune?
AnniKa: Bologna
Operatrice155: Bologna comune di?
AnniKa:

[Cinismo di AnniKa: vedi un po’ se trovi Bologna comune di Canicattì, fenomeno]

Operatrice155: Le ricordo che l’offerta ha un costo di attivazione di €49,90. Sarebbero €50,00, ma in promozione ha lo sconto del 50% e quindi la paga solo €49,90.
AnniKa:

[CdA: Ah, vedi, quattro esami di analisi e non ci sarei mai arrivata]

Operatrice155: mi dà un indirizzo e-mail al quale inviare le comunicazioni?
AnniKa: sì, certo: annika, scritto a, doppia enn..
Operatrice155: sì sì, ho capito. Poi?
AnniKa: sì, ma con la kappa..
Operatrice155: poi?
AnniKa: chiocciola zeta-ti-elle punt..
Operatrice155: no no, aspetti che per mettere le cose dopo la chiocciola ci vuole del tempo
AnniKa:
Operatrice155: ecco, chiocciola, poi?
AnniKa: zeta-ti-elle pun..
Operatrice155: …cooosa?!
AnniKa: zeta-ti-elle, come zona traffico limitato
Operatrice155: Ah, zeta-pi-elle

[CdA: eccome no, la famosissima zona Praffico limitato]

AnniKa: no, guardi, zeta-TI-elle, TI come traffico
Operatrice155: va bene, poi?
AnniKa: punto eu
Operatrice155: punto cosa?
AnniKa: e-u, come Europa
Operatrice155: e cosa?
AnniKa: e-uuuuuuuuu, e-u, e-u, come E-U ropa!
Operatrice155: ah, eu, perfetto. A presto, arrivederci, grazie.

Altro che linea telefonica, questa mi ha abbonato all’enciclopedia medica, sta a vedere…

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the map led to an island
 in a sea of store-bought dreams
  where soulless singers sang
   over beats built by machines

     and lovely girls were hovering
      above my head like gulls
       with their long slender necks
        and their delicate skulls

girasole

              and i was no picnic
               i was no prize
                but i had just enough sweetness
                 to keep you hypnotized

[Ani DiFranco, hypnotized ]

Domenica mattina, villa arpies deserta, il silenzio interrotto solo dal monotono rincorrersi delle pale del ventilatore, e dai rumori della strada, le macchine che corrono, quelle che rallentano e si fermano al semaforo, quelle che ripartono; le voci metalliche dagli autobus in sosta, ventottopiazzacostituzione, ventipilastro, che, da ormai cinque anni, scandiscono il mio tempo in questa casa. Si impara a non fare più caso, a certe cose.
Seduta sul divano, mi guardo attorno: il poster della mostra di Andy Warhol, la locandina di vacanze romane, un bianco e nero di William Claxton, la foto dell’incidente del 1895 alla gare Montparnasse, tra le altre cose appese alle pareti.
È una bella sensazione, una domenica mattina di luglio, un sacco di tempo per fare un sacco di cose, senza necessariamente uscire da casa. Mi concedo un po’ di malinconia, anche, perché tra una decina di giorni questa casa smetterà di avere il mio sapore, e non avrà più nulla di me, nel giro di poco, pochissimo tempo; porterò via i mobili, così come ho portato via i quadri, e così come ho staccato le fotografie dalle pareti chiuderò le mie cose negli scatoloni e, uno alla volta, li porterò via da qui, insieme ad una fetta cospicua dei miei ultimi cinque anni di vita.
Silenzio, ora, giusto il ronzio vagamente pigro del ventilatore, e i tasti del computer.

Inevitabile, credo, pensare che questa sia un’altra delle tante porte che si chiudono alle mie spalle, ma ormai l’ho capito che voltarsi non serve poi a molto, se non a perdere tempo, e che è cosa buona e giusta, l’andare sempre avanti.

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Due volte mi è mancato il respiro, oggi. E non per modo di dire.
La prima, nel pomeriggio, per le cose splendide che mi ha detto lui, al telefono.
Adesso, la seconda volta, per le cose spiacevoli che ha detto lei, al telefono.

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Ho comprato il DVD di uno dei miei film preferiti.
Così, mi girava di dirvelo.

Don’t psychoanalyze me. I pay a doctor for that.
Hey, you call that guy that you talk to a doctor? I mean, you don’t get suspicious when your analyst calls you at home at three in the morning and weeps into the telephone?
All right, so he’s unorthodox. He’s a highly qualified doctor.
He’s done a great job on you, y’know. Your self esteem is like a notch below Kafka’s.

Update [18:22]

La prossima settimana sento che non scorderai dove hai messo le chiavi, non dimenticherai di mettere la sveglia e non ti sbrodolerai la minestra sulla camicia. Al supermercato, saprai intuire subito qual è la fila più veloce. E , se prenderai un aereo, all’arrivo le tue valige saranno le prime a uscire. In altre parole, Toro, le piccole cose della vita andranno nel verso giusto, riducendo quasi a zero le seccature e le perdite di tempo. Ti consiglio di sfruttare questo periodo di grazia evitando di riempirti le giornate di lavoro e concedendoti il lusso di respirare profondamente e guardare le cose in prospettiva.

La prossima settimana, mio caro Brezsny, camminerò a mezzo metro da terra, credi a me.

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Cerco di liberarmi di wind, ma non è per niente facile.

La scelta cade su Vodafone, per una serie di svariati motivi. C’ho ancora in mente la cangurona che, roteando l’indice, ci delizia con il suo è tutto intorno a te. Ecchebbello.

Chiamo il 155, prima, ché ho bisogno di un’informazione.

Musichetta, orribile.
Il servizio clienti wind infostrada le dà il benvenuto.
Musichetta, orribile.
Per informazioni sul servizio di telefonia mobile wind digiti 1.
Per informazioni sulla telefonia fissa di infostrada digiti 2.
Per informazioni su libero adsl e sulle altre offerte Internet di infostrada digiti 3.


Per informazioni sul servizio di telefonia mobile wind digiti 1.

AnniKa digita 1

Per informazioni sulla telefonia fissa di infostrada digiti 2.
Per informazioni su libero adsl e sulle altre offerte Internet di infostrada digiti 3.

AnniKa pensa “Oh, allora, mi prendi per i fondelli o cosa? 1, ti ho detto 1, cribbio”.
AnniKa digita 1

La ringraziamo per averci chiamato, il servizio clienti wind è a sua disposizione per ulteriori informazioni.

AnniKa pensa “Ecco, appunto”.

AnniKa chiama il 155.

Musichetta, orribile.
Il servizio clienti wind infostrada le dà il benvenuto.
Musichetta, orribile.
Per informazioni sul servizio di telefonia mobile wind digiti 1.

AnniKa digita 1.

Per scoprire le novità di wind digiti 1.
Per scoprire le tariffe, le opzioni e i servizi attualmente attivi sul suo numero e per attivare le offerte wind nell’area fai da te digiti 2.
Per conoscere i piani telefonici wind digiti 3.
Per conoscere noi 2, noi wind, noi Italy e le altre opzioni e promozioni e servizi wind digiti 4.
Per conoscere e abilitare imode, internet e mms e per gli altri servizi di supporto alla chiamata digiti 5.
Per conoscere le modalità di ricarica e la validità della sim, e per scoprire come chiamare dall’estero digiti 6.
Per ricevere assistenza digiti 7.
Per tornare al menu principale digiti 9.

AnniKa digita 7.

Le ricordiamo che è a sua disposizione il servizio fai da te sul sito http://www.155.it, con molte funzioni studiate per lei. Resti in attesa, la stiamo per mettere in contatto con un nostro consulente.

AnniKa resta in attesa.
Silenzio.
AnniKa pensa (in tutta la sua finezza) “cazzo, almeno un po’ di musica potevate mettercela”.
Dopo 8 minuti di nulla assoluto, AnniKa riattacca.
AnniKa chiama il 155.

Musichetta, orribile.
Il servizio clienti wind infostrada le dà il benvenuto.
Musichetta, orribile.
Per informazioni sul servizio di telefonia mobile wind digiti 1.

AnniKa digita 1.

Per scoprire le novità di wind digiti 1.

AnniKa digita 7.

Le ricordiamo che è a sua disposizione il servizio fai da te sul sito http://www.155.it, con molte funzioni studiate per lei. Resti in attesa, la stiamo per mettere in contatto con un nostro consulente.
Musichetta, orribile.

Risponde l’operatore wind (at last!), AnniKa è tentata di fargli un applauso.

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La guardava con sorpresa, qualcuno, qualcun’altro invece con curiosità.
Era forse l’abbigliamento, quella canottiera bianca così scollata e irriverente ad attirare l’attenzione degli uomini; le donne, invece, fissavano il girasole con il nastro giallo, quello che lei teneva in mano.
Certo, avrà pensato qualcuna di esse, non bisognerebbe andare in giro svestite in quel modo, con la pelle chiara e sudata di quel décolleté non certo generoso, coperta a fatica da quel lembo di stoffa spiegazzato, ma lei, la ragazza col girasole e il nastro giallo, lei non sembrava prestare la minima attenzione alla cosa, non pareva nemmeno che si fosse accorta di tutte quelle paia d’occhi che la guardavano, perché quando hai ventiquattro anni e hai le tasche piene di possibilità, e la vita nelle tue mani, poco ti importa della tracolla della borsa che sposta un poco la spallina della canottiera, o della gente che ti guarda di traverso, e questo soprattutto se hai un mano un girasole, che è il tuo fiore preferito, e se stai guardando negli occhi la persona che te l’ha regalato.
Si sentiva dannatamente bella, nel grigio triste di quel vagone della metropolitana, bella come non si era sentita più da un sacco di tempo, come forse nessuno l’aveva mai fatta sentire, prima, e ripagava quello sguardo, quel sorriso a lei diretto e probabilmente da lei causato, quel sorriso caldo e avvolgente che la saziava e vegliava su di lei, con tutto l’entusiasmo e tutta la gioia di cui era capace, aggrappandosi a quel girasole, ostinato e coraggioso, che per il secondo giorno consecutivo non ne voleva proprio sapere, di chinare il capo.

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