Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 29 giugno 2007

Adesso ditemi voi perché io non riesco a fare un viaggio in treno, uno che è uno, che sia un minimo normale.
Prima il tipo che si sdraia sui binari, poi quello che mi vuole vendere il figlio.

Oggi, il controllore marpione.

Immaginate la scena: me ne sto comodamente stravaccata sul regionale per Piacenza, immersa in uno dei (rari) momenti di smielosità caramellata – vale a dire, con Ben Folds in cuffia e la testa dispersa tra le nuvole – che mi concedo quando nessuno mi vede, quand’ecco che arriva il controllore e, come è ragionevole che sia, mi chiede il biglietto.
Non andare a Parma, mi dice, vieni a Rimini piuttosto.

A Rimini?!
Sì, a Rimini: è molto meglio di Parma, sai. E poi che ci vai a fare, a Parma, tu?
A trovare un’amica.
Ah, un’amica. Ma dai, vieni a Rimini con me, piuttosto.
Ehm… coff… con lei?!?
Sì, con me.
Magari un’altra volta, eh.
Senti, ora io ti lascio il mio numero, così quando decidi di venire a Rimini mi puoi contattare.
No, guardi, così è troppo facile. A me le cose, se non sono complicate, non piacciono.
Ma allora come farai a contattarmi, quando verrai a Rimini?
Mmmm… prenderò il treno per Parma, la verrò a cercare, le chiederò il numero e poi, una volta tornata a casa, la chiamerò per dirle che ho intenzione di venire a Rimini. Facile.
Addirittura?
Sì, sennò non è sufficientemente avventuroso, per i miei gusti.
Non credi che sarebbe molto più avventuroso se io lasciassi il mio numero a una donna che non ho mai visto prima, senza avere la minima certezza che poi le mi richiamerà per davvero?
Dipende dai punti di vista.

Te lo riporto subito, mi dice, e se ne va. Col mio biglietto.
A metà tra l’incredulo e il Coraggio, popolo, fuori le telecamere: so di essere su scherzi a parte, guardo le tre ragazze sedute oltre il corridoio.

Ma se ne è andato davvero col tuo biglietto?!

Sì, se ne è andato davvero col mio biglietto.

Dopo un po’ torna, e si siede di fronte a me.
Mi rende il biglietto.

Giorgio (Rimini), c’è scritto dietro. E c’è un numero di telefono, accanto.

Io non ci posso credere, lo guardo come se avessi appena visto la madonna tirare da tre, e metterla pure dentro.
Ma il peggio deve ancora venire.

Allora, mi manderai un messaggio?
Chi lo sa: ha scelto di rischiare, se le dico prima come finisce le rovino il divertimento.
Sì, ho scelto di rischiare perché sei una dolce creatura.
Una… dolce creatura?!
Sì, una dolce creatura: tu sei una dolcezza diavolina.
Una dolcezza diavolina!!! Giuro che questo lo metto a curriculum!
Sì, io invece in amore sono diavolo e basta: un bacio, due baci, tre baci, e poi ci vuole un morso…

Fatevene un’idea, vi prego. E poi dopo mettete su il patacchino rosso, adults only, che qua sconfiniamo nella pornografia bella e buona.

Una dolcezza diavolina, giuro che non ci posso credere. Mi han dato della granita, una volta, dolce-ma-gelida, ma della diavolina quello mai…
Sì, infatti, direi che granita rende l’idea… adesso però io vorrei assaggiarti, per scoprire che sapore hai…

I conati di vomito, i conati di vomito, i conati di vomito.
Ancora un po’ e questo si becca a) una sberla fatta come si deve, e b) una denuncia.
Ma non è ancora contento, il fanciullo (per la serie “non ci facciamo mancare nulla, noi”).

Perché, vedi, tu mi intrighi un sacco, tu mi fai sentire maschio.

Bona, non riesco più a trattenermi: gli rido in faccia, a lui e al suo sentirsi maschio, senza ritegno alcuno.
Ma santo cielo, tutti a me i matti barra pervertiti devono capitare… un viaggio in treno tranquillo, se volete anche un tantino noioso, non si può proprio avere, no?!

Questo è stato l’apice, il resto ve lo risparmio, ché il tipo lì mi ha piantonata da Modena fin quasi a Parma.

Come dice giustamente Ephram, è bello sapere che i soldi dei nostri biglietti contribuiscono a pagare lo stipendio a individui come questo.

Come dice giustamente la Fran, la prossima volta che devo fare un viaggio in treno ti chiamo così almeno c’è da divertirsi.

Come dice giustamente Nina, tu uno normale no, eh?!

Sto diventando trenofobica, Fran, ho paura di quel che potrebbe succedere, al prossimo viaggio in treno.
Comunque, donzelle care all-around-the-known-universe, se per caso vi interessa il numero di Giorgio, fatevi pure avanti.
Segni particolari: piacente, brizzolato, abbronzato, a occhio e croce sui quarantacinque, marpione un bel po’.

Ho qui con me il biglietto, ancora: Giorgio (Rimini), e il numero di telefono.
Lo guardo e mi faccio coraggio: è la prova inconfutabile che al mondo c’è chi sta messo peggio di me.

Read Full Post »