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Archive for 21 giugno 2007

Dice Daniele:

Abbiamo oramai tutti i mezzi di comunicazione possibili (cellulari, Internet e via dicendo), vi sono anche buoni propositi volendo, eppure questi qua non riescono a trovarsi.

Mi pare uno spunto interessante, questo; sarà che il tuttologo, tempo fa, mi disse che al giorno d’oggi nessuno è più capace di ascoltare, che siamo tutti capaci solo di parlare di noi stessi, di metterci al centro dell’attenzione, e che i blog ne sono la dimostrazione inconfutabile.

La mia idea è che ci si aspetta un po’ troppo, dalla teconologia: dovrebbe essere un’appendice delle nostre facoltà, delle nostre capacità, dovrebbe essere il mezzo mediante il quale ci è consentito aggirare alcuni dei nostri limiti umani, siano essi il tempo o la distanza, e invece spesso la usiamo come una protesi, come un modo non tanto per ampliare le nostre possibilità, quanto piuttosto per sostituirle, rimpiazzarle, con altre più semplici e più comode.

Un po’ come la storiella dell’imbecille che guarda il dito che indica la luna, insomma, ci chiudiamo in noi stessi e ce ne stiamo a rimirare un telefono, o uno schermo, come se fossero la quintessenza dell’amicizia e dei rapporti interpersonali, dimenticandoci però di andare oltre, di concretizzare questa nostra ricerca di condivisione, conoscenza, scoperta. Corriamo il rischio di smarrirci, dentro second-esistenze alternative costruite ad arte ma fatte di tutto tranne che di vita reale.

E un po’ mi dispiace contraddirti, mio caro Niccolò, ma a volte mi pare che sia il mezzo a giustificare il fine, e non il viceversa.

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