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Archive for maggio 2007

Vogliamo parlare delle otto bottiglie di vino che, in otto scarsi (una è praticamente astemia), abbiam fatto fuori martedì sera?

Vogliamo parlare di come tutto quel vino non abbia creato il minimo problema alla sottoscritta, e di come invece un qualcosa di non ben definito nascosto da qualche parte nel cous cous l’abbia fatta tribolare tutta la notte successiva?

Comunque, la cena era ottima, davvero.

E, comunque, son giunti due curriculum, nel frattempo. Sappiatelo.

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Allora, cari uomini out there, veniamo a noi. Data la vostra incapacità nel proporvi quali candidati in un certo qual modo dignitosi e degni di nota, vi indico alcune linee guida da seguire nella redazione del vostro curriculum vitae.

I curriculum dovranno pervenire alla sottoscritta, entro e non oltre l’età feconda (diciamo che vi do una decina d’anni, ancora, per stare sul sicuro), all’indirizzo

annika+fidanziamola_contest(petit escargot)ztl.eu

Farà fede l’intestazione elegante, ovviamente. 😛
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A. Informazioni personali

Il candidato dovrà indicare:

nome e cognome

eventuali secondi o terzi nomi

eventuali soprannomi derivanti da caratteristiche fisiche, e loro motivazione qualora questa non sia evidente (eg quintale è sufficientemente esplicito, metrocubo anche. bradpitt, invece, è alquanto equivocabile, nella sua natura di soprannome prettamente ironico [ma hai visto mai che…])

data di nascita: il candidato specifichi se è nato

a) prima del 1973 (in tal caso, specificare quanto prima);
b) tra il 1973 e il 1983 (in tal caso, specificare se nato nel biennio 1978/1979 o meno);
c) dopo il 1983 (in tal caso, specificare quanto dopo).

residenza e domiciliazione (qualora il candidato risieda sotto un ponte, specifichi quale)

stato INcivile (qualora il candidato lo sia stato, ne illustri adeguatamente contesto e motivazioni)

titolo di studio e attuale professione (qualora il candidato sia laureato o studente in ingegneria, è pregato di specificarlo, indicando anche il particolare corso scelto)

altezza (o altitudine) e statura morale

peso e spessore dei propri argomenti di conversazione

occhi (il candidato specifichi quante diottrie gli restano)

capelli (il candidato risponda sì o no; se non diversamente indicato, per il candidato che abbia dichiarato di essere laureato o studente in ingegneria, questa risposta è settata a no di default)

sesso (il candidato indichi con che frequenza settimanale, allegando se possibile un’autocertificazione e/o una lettera di referenze scritta da un’ex fidanzata, riguardante il proprio livello di esperienza; in caso il candidato desideri affrontare la questione unicamente a matrimonio avvenuto, è pregato di indicarlo esplicitamente)

B. Competenze tecniche

B.1 Economia domestica

Il candidato specifichi se e quali lavori sa svolgere (preferibilmente mediante autocertificazioni), e se sia effettivamente disposto a svolgerli, all’occorrenza (il candidato abbia presente che la situazione in cui la fidanzata torna a casa stanca dal lavoro, e magari ha pure un flusso mestruale con una portata tale da fare impallidire il Vajont, è da classificarsi come ‘occorrenza’). In particolare, il candidato non trascuri di indicare se è in grado di stirare (qualora il candidato non distingua un ferro da stiro da un soprammobile, in quanto a funzionalità, è pregato di indicarlo; qualora poi non distingua le due cose in quanto a forma, è caldamente invitato a fare un controllo oculistico), di cucinare (il candidato specifichi se ritiene che il riscaldare qualcosa che la madre gli ha lasciato pronto rientra nel cucinare, a suo avviso), di fare la lavatrice (il candidato specifichi se sa cosa inserire nel cassetto generalmente contrassegnato da un fiore).

B.2 Pubbliche relazioni

Il candidato enumeri i complimenti di cui è a conoscenza, specificando di quanti e di quali di essi ha avuto occasione di fare uso, in passato.
Il candidato specifichi se è o meno a conoscenza dell’esistenza dei fiori.

Il candidato scelga una delle seguenti possibilità, inerenti ad un eventuale appuntamento:

a – come aaargh!) cinema;
b – come bravo! Fai di me quello che vuoi, ora) locale con musica jazz e una bottiglia di buon vino rosso;
c – come complimenti: tutto sommato approvo la scelta) pizza e birra (dell’orso, se possibile);
d – come dove diavolo l’ho trovato, questo? Povera me) cena nel locale strafigo, a base di caviale e champagne;

Il candidato scelga una delle seguenti possibilità, inerenti ad un eventuale, sebbene alquanto remoto, futuro:

a) matrimonio, figli, cane, tutte le domeniche messa poi a pranzo dai suoceri;
b) matrimonio, no figli, cane se capita, ma anche no;
c) convivenza, figli, animale domestico può anche essere;
d) convivenza, figli non prima di una decina d’anni, cane solo se si porta in giro e si raccoglie i suoi bisogni da solo, suoceri a distanza di sicurezza;
e) convivenza con camere separate, no figli.
f) convivenza con camera unica, no figli, no gatti.
g) nessuna convivenza, no figli, a ciascuno il proprio cane, una telefonata ogni tanto e gli auguri a Natale, Pasqua e compleanno.

[Il candidato ricordi che in medio stat virtus. E, già che c’è, ricordi pure che in vino veritas, che non guasta mai]

C. Interessi

Il candidato specifichi se ascolta musica e, in caso di risposta affermativa, dica quale genere di musica ascolta.
Il candidato specifichi se gli piace leggere e, in caso di risposta affermativa, elenchi gli ultimi cinque libri letti, indicando quanto tempo è intercorso dalla lettura dell’ultimo di essi.
Il candidato specifichi se e quale/i sport pratica, o ha praticato in passato.
Il candidato specifichi se e quale/i strumento/i suona.

D. Altre informazioni

Il candidato specifichi se ha la patente B, se è automunito e se è in grado o meno di non fare commenti sullo stile di guida della fidanzata.

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voglio una parola di conforto (e un fazzoletto) da tutti quelli che mi hanno chiesto, in questi giorni

…ma tu quand’è che parti, scusa?

È il minimo che possiate fare, sappiatelo.

[Il pacchetto “Quel che devi fare prima di partire, ammesso e non concesso che tu parta per davvero” ad ora prevede: cinque esami e un non-so-bene-ancora-cosa da programmare in Fortran, il tutto in quattro mesi, e conservando una qualche parvenza di sanità mentale, pure. Se ci riesco vado a urlare Sucaaa! davanti al Cepu, giuro.]

[Altro che Del Piero]

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Caro F,
ripensare a te mi fa sorridere.
Non siamo mai stati davvero innamorati, e lo sai bene anche tu. È stato niente più che un gioco ingenuo, il nostro, il primo acerbo tentativo di dire la nostra, di dimostrare qualcosa a qualcuno. È stata soltanto una prova generale delle nostre relazioni successive, la nostra storia, un palcoscenico di curiosità, di inesperienza, di inconsapevolezza. Di rumore ne abbiam fatto poco, tutto sommato, e a ben pensarci ci siamo tornati utili a vicenda, e per questo mi sento di ringraziarti, anche.

Caro A,
tu hai investito nella nostra breve relazione molto più di quel che ero disposta a, o capace di, dare io. Ho ripagato il tuo entusiasmo, il tuo coinvolgimento, le tue speranze con un affetto approssimativo, con il mio attaccamento al tuo essere per me un punto di riferimento, un primo passo fuori dalla malattia, e per questo ti chiedo scusa. Ho dovuto spostare l’attenzione su di un’altra persona, per guarire, e questa persona, tuo malgrado, sei stato tu. Ti ho voluto bene, davvero, sei stato per me la prima cosa realmente riconducibile all’amore, per quanto incerta e amorfa fosse l’idea che ne avevo all’epoca.

Caro G,
volevi semplicemente usarmi, lo so; l’ho sempre saputo, anzi, solo che tu non te ne sei mai accorto, impegnato com’eri a occupare la scena, e forse ci sei anche rimasto un po’ male, alla fine. Per la prima volta nella mia vita mi son sentita davvero adulta, avendo a che fare con te, e devo confessarti che, guardandomi indietro, mi stupisce ancora la dignità con la quale ho saputo reagire alle tue provocazioni, portando a casa, alla fine della nostra breve frequentazione, se non una vittoria dal gusto amaro almeno un soddisfacente, meritato pareggio.

Caro S,
non mi hai mai permesso di amarti, eppure hai continuato ad alimentare quel mio amore prematuro, giorno per giorno, con i tuoi abbracci, con i tuoi sorrisi, prendendomi per mano. Non hai idea di quanto male tu mi abbia fatto, di quante lacrime io abbia pianto nello scoprirmi incapace di suscitare in te il benché minimo interesse. Perdona la mia ingenuità, ti prego, soltanto ora capisco che non avremmo mai potuto funzionare, io e te, insieme, soltanto ora che, tutto sommato, possiamo vantare una sincera amicizia. Ho stravolto me stessa, per te, ho cambiato me stessa, per te, ho scommesso me stessa, per te, eppure non sono mai stata sufficiente, per te. Non sono mai stata meritevole di essere presa in considerazione, non mi hai mai concesso un solo, misero, tentativo. Ho pianto, per te e di fronte a te, e non me ne vergogno più di tanto, a dire il vero. Questa autoimposta umiliazione è divenuta per me ora una sorta di termine di paragone, di metro di giudizio per i rischi che intendo correre; è una prostituzione psicologica che non sono più disposta a tollerare, una negazione che non sono più disposta a infliggermi, per nessuno.

Caro N,
hai ripagato il mio entusiasmo e il mio coinvolgimento con tanto di quel bene e tanto di quel male che difficilmente potrei esprimere a parole cosa siamo stati, noi due. Sei sempre stato la metà più forte della coppia, e sei riuscito a riempire quasi tutti i miei vuoti, uno a uno, e per questo ti ringrazio; al contempo, però, hai colpevolmente sovrascritto con la tua presenza una parte di ciò che ero, alle volte impedendo a ciò che stavo diventando di intraprendere sentieri che, invece, non avrebbero dovuto essermi negati.
Mi hai preso per mano e mi hai aiutato a crescere, hai via via corretto l’incertezza della mia andatura come hai potuto, dandomi sempre quel che tu pensavi fosse il meglio. Laddove hai sbagliato, l’hai fatto con le migliori intenzioni o, comunque, senza rendertene conto, lo so, e mi dispiace davvero che tu non mi abbia permesso di darti tutto quel che avevo da condividere.
Ho sentito l’urgenza di proseguire da sola, a un certo punto, di correggere a mia volta quel mio passo non più così vacillante, non più così zoppicante, e di recuperare parte di quei sentieri che, con te, non avevo potuto percorrere.

Caro M,
giuro che ci ho creduto realmente, a un certo punto. Ho davvero pensato, per un istante, che quel ritrovarsi, in modo del tutto inaspettato e insperato, potesse essere l’inizio di un qualcosa di meraviglioso, il balsamo miracoloso per la guarigione delle nostre anime. Non è stato così, purtroppo, e forse abbiamo rovinato ogni cosa con le nostre stesse mani; credo che la cosa mi dispiaccia, anche. Ti ringrazio, però, perché hai contribuito a questa mia spensierata primavera, e perché in fondo hai fatto quel che ritenevi giusto, credendo a tua volta che, insieme, avremmo potuto tirar fuori il nostro meglio.

Caro M,
sei capitato nella mia vita all’improvviso, scombinando tutte le carte, e credo tu non ti sia mai fatto illusioni concrete su di noi, così come non me le sono fatta io. Siamo stati, l’uno per l’altra, una parentesi di inaspettata inconsapevolezza, un’agognata, momentanea sospensione della regolare linearità delle nostre esistenze, qualcosa di più simile a una boccata d’aria fresca o a un bicchier d’acqua in seguito a una corsa affannosa, che non a una felicità desiderata, in un certo qual modo attesa o prevista, e per questo ti ringrazio con tutto il cuore, perché forse hai saputo darmi davvero l’unica cosa di cui avessi bisogno, in quel particolare momento della mia vita.

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Due giorni senza connessione Internet.
Due giorni senza linea telefonica.

Arriva il tecnico, cambia la borchia, e il telefono continua a non andare.

Alla fine, viene fuori che bestiaferoce ha rosicchiato il cavo del telefono.
Alla fine, viene fuori che coinquilina3 si era pure accorta che bestiaferoce aveva rosicchiato il cavo ma, non sapendo a cosa servisse il suddetto cavo, non aveva detto alcunché sperando che la cosa non fosse grave.

Ho dei seri dubbi sul fatto che riuscirò ad arrivare alla data del trasloco, vale a dire fine giugno, con la fedina penale immacolata.

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“mmm… una recente estrazione delle tonsille come la vedi?”
“certo, come no. Quella è più sana di me, fidati”

Sono reduce da una spedizione in terra mantovana, in qualità di una-dei-cinquanta-studenti-privilegiati (quasi unti dal Signore, a ben pensarci) ammessi al Fotonica 2007.
La vostra invidia è tangibile, lo so. 😛

Della due giorni lombarda, molte sono le cose da ascrivere alla storia (oltre allo scambio di battute tra me e Nina, altra una-dei-cinquanta-studenti-privilegiati, di cui sopra).

La suddetta Nina che fa stretching, per esempio. Che c’è di male?, direte voi; nulla, assolutamente nulla. Se non che queste sessioni di allungamento hanno avuto luogo all’interno del centro congressi, alle volte anche durante le stesse conferenze, ma poi uno fa stretching dove gli pare, in fondo.

La conferenza più angosciante della storia, tenuta in un inglese a dir poco raccapricciante da un tedesco col bulbo alla Einstein. Un intervento di quindici minuti, e alla fine avevamo tutti l’ansia.
Consiglio per lo sponsor: la prossima volta, oltre alle biro e ai mousepad, distribuire anche ansiolitici, grazie.

Il ghiacciolo artigianale alla pera, ché la carne è debole (e il caldo è possente, invece), e non ho saputo resistere. Manco a dirlo, a me si è rotto il bastoncino, segno inconfutabile che il mio amico Murphy è di casa anche in quel di Mantova.

La telefonata con mia madre, la quale mi ha chiesto se avevamo già visto il Palazzo Te, e alla quale ho risposto, cartina alla mano, che no, assolutissimamente non c’è nessun Palazzo Te, a Mantova (guardare tutta la carta, e non solo il centro della città, alle volte, aiuterebbe, sì).

La cena di martedì, a base di ciliege, mele e pesche, in pigiama e svaccate sul letto dell’albergo, guardando Ale e Franz in TV e poi ciaccolando fino a che le quattro ore di sonno della notte precedente non hanno gridato vendetta.

La telefonata col tuttologo, culminata in un “hai veramente vissuto ventinove anni per niente, tu”.

Il cappuccino del mercoledì mattina, una e vera e propria vasca da bagno travestita da tazza, e pure strapiena. Credo di essermi commossa, anche.

Il bar della stazione di Modena, ai cui gestori abbiamo assegnato (mentre aspettavamo un treno con mezz’ora di ritardo), a nostro insindacabile giudizio, il premio Simpatia 2007, per la disponibilità, l’accoglienza e il calore umano dimostratici.

PS
Stamani s’è liberato un posto da uomodellamiavita. Gli eventuali interessati alla candidatura possono mandarmi il curriculum, completo di referenze, all’indirizzo che compare nel box qui a destra. Grazie. 😉

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Mi chiamo G. e sono titolare dell’autofficina tal-dei-tali nel posto tal-dei-tali.
Mi raccomando, eh, se avrai mai problemi con la macchina, vieni da me che te li risolvo io. È gratis, per te.

Ecco, alle prossime feste non mi resta che intortare un idraulico, un imbianchino e un massaggiatore shiatsu, dopodiché sono a posto.

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