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Archive for 24 aprile 2007

Apro un occhio, penso Non può essere vero.

E invece sì, è vero eccome. Quella che sento è l’ultima canzone di Tiziano Ferro, è una radio a volume medio-alto che trasmette l’ultima canzone di Tiziano Ferro, è coinquilina3 che canta a squarciagola l’ultima canzone di Tiziano Ferro. Groan.

Mi giro, guardo la sveglia: ore 07.45. Dovrebbe suonare alle 09.00, la sveglia, dovrei svegliarmi alle 09.00 col suono della sveglia, io. E invece sono le 07.45 e sono già sveglia, c’è troppa luce nella stanza e coinquilina3 canta Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse.

Veramente vorrei soltanto dormire, io, vorrei soltanto che coinquilina3 andasse al lavoro, oppure a quel paese, oppure dove le pare.

Niente da fare, Tiziano Ferro canta, e coinquilina3 anche.
Sorrido, e penso Buon compleanno, Anna Chiara.

Mi alzo, vado in cucina e mi faccio un caffè. Mangio anche uno yogurt, già che ci sono. Crema di yogurt muller: fate l’amore con il sapore. Che è un po’ come dire: bimba mia, questo passa il convento, adesso, tu intanto fai pratica col sapore e poi si vedrà.
È un mondo difficile, ogni giorno di più.

Cazzegio un paio d’ore, rido un quarto d’ora buono per il messaggio di auguri a luci rossissime di bel sorriso, poi decido che è ora di far capire alla mia cassettiera Ikea chi comanda: rinuncio in partenza alla diplomazia e risolvo la questione con chiodi e martello.
Me la cavo con qualche martellata non troppo violenta sul pollice sinistro, e lo smalto trasparente, previsto per la serata, tira un sospiro di sollievo (lo smalto rosso era il piano B, da attuarsi nell’eventualità di unghie violacee. Sono una donna dalle infinite risorse, io).

Più tardi arriva Nina, si pranza e poi si va a parlare col futuro relatore della nostra tesi.
Lui dice Lei finisce gli esami per settembre, io dico, Beh, magari se va tutto bene, lui dice niente magari, lei finisce gli esami per settembre punto, io dico Ah.

Poi torno a casa, parcheggio Nina davanti a Frozen Bubble e mi trasformo nella versione figa di me stessa (nei limiti del possibile, of course. Ma devo riconoscere che ci ho messo dell’impegno, questa volta), tirando addirittura fuori dal dimenticatoio un paio di scarpe con un vertiginoso tacco a spillo. Dopo due anni di scarpe da ginnastica, stivali raso terra ed eventualmente scarpe fighette ma con tacco barzelletta, ho quasi le vertigini, lassù.

Come cazzo facevo a stare in equilibrio qui sopra?, chiedo a Nina. Risponde Vedi che le mie sono pure più alte. Eccola, lei.

Le scarpe col tacco sono per chi se le merita, è inutile. In ventidue anni ho dimostrato più e più volte la mia totale incapacità di adattamento al tacco alto, e così un bel giorno ho chiuso i miei bellissimi sandali in una scatola (con l’occhietto lucido delle rinunce a malincuore), e li ho messi via. Manco a dirlo, qualche mese dopo era su tutti i giornali la notizia che gli uomini vanno giù di testa per i tacchi alti.
Cin cin Murphy, alla tua.

Durante la serata vengono partorite alcune idee decisamente interessanti, complici le varie birre, i vari cocktail, i vari vini, tra le quali spicca senza dubbio il gelatodotto, vale a dire un tubo transoceanico sottomarino atto a portare il gelato dall’Italia a Santo Domingo, ché il clima dominicano non è particolarmente adatto all’allevamento di mucche e perché, a detta di chi c’è stato, a Santo Domingo la mancanza di un buon gelato di sente eccome. Si era pensato anche ad un muccadotto, per il trasporto transoceanico sottomarino delle mucche, appunto, ma l’impossibilità di indurre la stitichezza prolungata negli animali in questione – conditio sine qua non per il corretto funzionamento dell’ambaradan – ci ha indotti ad abbandonare miseramente l’idea.

Il problema della fame nel mondo, beh, quello lo risolveremo al prossimo compleanno.

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