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Archive for 15 aprile 2007

Difficile che, quando ci si trova con i compagni di corso, le femmine rappresentino la maggioranza, dalle parti di via Risorgimento.
Il più delle volte, poi, i ragazzi parlano tra loro come se noi neanche ci fossimo. Inevitabilmente, scatta la presa per i fondelli: ci guardiamo, noi donne, e contiamo sulla punta di pollice, indice, medio, i loro tre argomenti di conversazione preferiti (vedi il quinto preferibilmente). Che sono anche gli unici, peraltro, ma questo forse è un altro discorso. 😛

A volte poi capita che ci si becchi, in chat, con due dei sopracitati compagni di corso, e che uno tenga banco per mezz’ora raccontando di quanto era topa la ragazza che faceva da guida nel museo tal dei tali, e che poi l’altro gli chieda di presentargli alcune amiche fighe, sentendosi rispondere

ma quali amiche fighe, scusa, le uniche amiche che ho sono A. e M.!?!.

A. sarebbe AnniKa, per la cronaca. 😐

Si giustificano, questi fanciulli, dicendo che a forza di stare con loro, noi ragioniamo da uomini, e che quindi non ci dovremmo sorprendere se loro non si pongono più il problema di adattare il tono all’interlocutore.

Ci giustifichiamo, noi fanciulle, dicendo che loro non si dovrebbero affatto sorprendere se anche noi, a forza di stare con loro, abbiamo messo su un codice identificativo tutto nostro per distinguere tra loro in modo univoco le pulzelle ingegneresche, basato, come il loro del resto, su soprannomi vari ed eventuali.

Sono codici estremamente diversi, è vero.

Il codice masculo si basa sul seguente

Assioma
Qualunque altra parte del corpo di una donna è trascurabile rispetto al di lei fondoschiena

a cui si aggiunge il seguente

Corollario
Esiste sempre una posizione in cui della sopracitata donna si vede il fondoschiena, ma non il volto.

La velina, a sentire loro, è un capolavoro di donna: è il loro riferimento, tutte le scale di valutazione sono normalizzate su di lei.
Abbiamo il sospetto che, abusando del corollario di cui sopra, in faccia questa non l’abbiano mai vista.
Non è cinismo, il nostro, né, tantomeno, invidia. È solo che noi l’abbiam guardata anche in faccia, costei. 😀

Il codice femmena, lasciatemelo dire, molto più vario ed originale di quello masculo (nonché applicabile anche alla fauna maschile), basa la scelta dell’identificativo più appropriato su caratteristiche notevoli del soggetto, per esempio un accessorio particolare, il modo di camminare, la voce.

Barbie rock star, per esempio, è una che ha il coraggio di andare in giro con delle ciocche di capelli rosa, disseminate qua e là tra il piattume del suo biondo tinto. E, pare, ne va anche orgogliosa.

Se si è particolarmente fortunati, poi, è possibile anche vederla nel ruolo di Barbie (volevo fare la) rock star (ma invece ho fatto la) parrucchiera, con un meraviglioso ciappo rosa da parrucchiera, appunto, apposto sulla sua meravigliosa chioma.

Il topo saltante, invece, è un dottorando (relativamente un bel figliolo, sia detto) dall’andatura, per così dire, particolarmente molleggiata.

Ci sono poi la donna bionica, il tenero, la cavallona bionda, il padredeimieifigli, pezzaman, e chi più ne ha, come si suol dire, più ne metta. 😀

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