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Archive for 8 aprile 2007

Ho cercato i miei vecchi diari scolastici, stasera. Non so per quale motivo ci tenessi tanto a rileggerli, a dire il vero; in fondo, i cinque anni del liceo sono stati il periodo più brutto della mia vita. Eppure, ho messo a soqquadro la casa dei miei genitori, stanza per stanza, fino a che non li ho trovati. Tutti e cinque.

Scrivevo i compiti a matita, allora, e diligentemente ogni giorno li cancellavo, dopo averli svolti, e tornavo a riempire quelle pagine nuovamente bianche con scritte, disegni, poesie (mie e altrui), foto, testi di canzoni. E brevi resoconti delle mie giornate, anche. E lettere, e trascrizioni di sms ed e-mail.

C’è, dentro a quei cinque diari così pieni da non avere più una forma, buona parte di quello che sono stata, dai quattordici ai diciannove anni.
Le mie cotte, i miei piccoli dolori quotidiani, le mie speranze da quattro soldi.
I sogni non mi sono mai mancati, le ambizioni nemmeno.
Ci sono tanti nomi, molti dei quali non so più ricollegare ad un volto, molti dei quali non fanno più parte della mia vita.

Il diario di terza, il più doloroso: l’unico che non ho voglia di riaprire. Quello di quarta, il più bello: il più colorato, il più entusiasta, il più spensierato. Il diario di quinta, una calligrafia piccola e poco leggibile: quello che, inevitabilmente, mi assomiglia di più.

poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro
capirai che altra gente s’è fatta le stesse domande
che non c’è solo il dolce ad attenderti ma molto d’amaro
e non è senza un prezzo salato diventare grande

Francesco Guccini

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