Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 4 aprile 2007

09.05 am Bene, facciamo il punto della situazione: sono andata a dormire alle 02.30, mi sono alzata alle 06.00. Fanno tre ore e mezza di sonno.
Esame di tecnologie per la sicurezza, oggi, e non so una emerita fava. Anzi, no, dai, non è vero: so abbastanza bene un capitolo su sei, e in fondo non vedo proprio perché dovrebbe chiedermi uno degli altri cinque (ma l’ottimismo che c’è in me).
Tanto per darvi un’idea:
Se ti chiede il problema del fusto, mi ha detto ieri Nina, tu che gli racconti?
…mmm… che se vado al pub e chiedo una birra, e mi dicono che il fusto è vuoto, beh, quello è un problema

Con queste benauguranti premesse, con questo meteo a dir poco condiscendente (tuoni, diluvio universale e pure la grandine, che qua non ci facciamo mica mancare niente, noi), ho proprio voglia di uscire e andare a dare questo benedetto esame, sì sì.

Mi chiama Nina, e mi ha dice che secondo lei questo ambaradan metereologico è un segno divino, che questo esame proprio non s’ha da fare. Io dei messaggi divini a carattere idrico, se permettete, ne ho un po’ per le palle.

Ready to go Accendo il lettore mp3 e parte, manco a dirlo edge of the ocean, di Ivy. No, aspetta, non hai capito: altro che edge, qua stiamo in the middle of the ocean, mia cara.

On the bus Gli ombrelli dovrebbero essere tutti colorati. Per legge. Altro che quegli ombrelli neri con dei patacchini bianchi sparsi qua e là – come il mio per esempio – che mettono tristezza. Se tutti avessimo degli ombrelli rossi, gialli, verdi o azzurri, rigorosamente monocromatici e senza tanti disegni, l’umore delle persone, anche di quelle stipate in un autobus come neanche sull’Auschwitz Express, con gli ombrelli degli altri che sgocciolano loro sui piedi, migliorerebbe. Ne sono convinta.

After the exam Allibita, sono a dir poco allibita. L’orale peggiore della storia, e lui mi ha mandato a casa con un 30. È quasi immorale, stavo per rifiutarlo, giuro. 😛 Ma cos’è, il 25 dicembre, oggi? Neanche a Natale si fan ‘sti regali…

look me in the eyes L’oculista mi ha propinato un elegante giro di parole, il cui succo era: mia cara, abbiamo capito che (due punti) tu non sei una donna (virgola) tu sei una talpa (punto). Non ho ben capito cosa ci fosse da ridere, ma lui si è divertito un sacco, durante la visita.

Read Full Post »