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Archive for 20 marzo 2007

I santi del giorno: Santi Numi et Santissima Pazienza.

Dalle 7.25 alle 8.30 sbadigli-a-nastro.
Nulla potè la doccia, nulla potè il freddo, nulla potè la corsa per prendere l’autobus.

Alle 8.30 scatta la fase ciao bella, un cappuccio?, e finalmente lo sbadiglioacatena vede la sua dignitosa fine.

8.40, l’aula è tutta un oh ma tu lo sai fare questo, mi raccomando confrontiamo i risultati, fai i grafici più grandi che puoi, appena hai fatto sposta il foglio sulla destra, e tanto altro folklore di sorta.

Cosa si sapeva: 4 esercizi, 1h e 40. That is, 25 minuti per esercizio, il che significa non avere il tempo materiale per ragionare. O li sai fare subito, quei benedetti esercizi (e imbrocchi pure tutti i calcoli alla prima), o niente.

Cosa ci si aspettava: 4 esercizi molto simili a quelli già visti in aula (per le ragioni esposte sopra), senza troppe complicazioni e comunque fattibili con relativa tranquillità nel tempo assegnato.

Ore 9.00, religioso silenzio: la processione (così composta: docente con ghigno malefico, la mia assistente preferita con oceanico sorriso benaugurante, altri due assistenti mai visti prima) fa il suo ingresso trionfale in aula.

Ore 9.05, appello e distribuzione dei compiti.
Ore 9.10, prontipartenzavia: sulla lavagna viene scritto consegna ore 10.35.

…ma dai, e io che pensavo che 10.35-9.10 facesse un’ora e venticinque
(cominciamo bene, una pensa)

AnniKa comincia dall’esercizio più lungo: legge il testo, pensa perdindirindina di questo ne abbiam visto solo uno e chi se lo ricorda (avete mica presente questo post?!? Ecco. Detto così sembra scontato, lo so, ma non lo era affatto.), si rimbocca le maniche e comincia a disegnare grafi degli stati e tralicci, e a calcolare metriche.

Dopo un buon quarto d’ora uno stramaledetto dubbio malefico, non visto, entra nell’aula e striscia fino al banco di AnniKa, e le sibila (pure sputacchiando un poco) all’orecchio: Brava, bello, dieci più. E se quella cosa però non andasse fatta così ma cosà, invece? Eh, che ne dici tu?

È il panico. AnniKa non ne viene a capo.
Alla fine si convince che stramaledettodubbiomalefico abbia ragione, tira una bella riga sulla pagina e ricomincia da capo.

A manetta, senza ricontrollare un calcolo, termina l’esercizio e trascrive i risultati.
Sono le ore 10.15, però, e restano 3 esercizi interi, e venti minuti.

Il problema è che i venti minuti finali sono estremamente diversi dai venti minuti iniziali.
È un po’ come giocare a puzzle bubble, in fondo, quando la parete superiore si abbassa e la musichetta accelera mettendoti ansia. Ecco, uguale: gli ultimi minuti di un esame sono scanditi dalla voce del docente che dice cominciate a trascrivere i risultati, controllate di aver messo nome cognome e numero di matricola su tutti i fogli, preparatevi a consegnare e via dicendo.
Terrorismo psicologico bello e buono.

AnniKa ha fatto 2 esercizi e mezzo in quei venti minuti impanicati. Come sian venuti, non ne ha idea, ma si spera di aver limitato i danni.
C’è di buono che stramaledettodubbiomalefico aveva effettivamente ragione, almeno.

E che ne è del buonumore, adesso? Ci sguazzo nel buonumore, miei cari.
Il sorriso è sempre presente, anche se stanco, e per quanto riguarda Copenhagen, beh, mi inventerò qualcosa.

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