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Archive for 12 marzo 2007

Che le donne abbiano di default molti più colori degli uomini, su questo non v’è dubbio alcuno, direi*.

Vi basti pensare che tre anni fa il docente di circuiti elettronici analogici, uomo decisamente tuttodunpezzo, mi chiese di leggergli il colore della banda esterna di una resistenza** perché era senza occhiali, e si sentì rispondere (placidamente) “melanzana“.

La risposta corretta, come qualche buon anima ebbe cura di spiegarmi in seguito, sarebbe stata “viola“.

Credo che il suddetto professore stia ancora ridendo (di me), da allora. Comunque.

Forse per contrastare il grigiore e la tristezza della facoltà di Ingegneria, in genere cerco di scegliere quaderni con copertine (rigorosamente monocromatiche) piuttosto colorate.

Tipo: appunti/calcoli/schematici riguardanti la mia tesi triennale tuttora abitano dentro un bel raccoglitore rosso (intenso 😛 ); nelle mie intenzioni voleva essere un buon auspicio, essendo che io amo i colori caldi, peccato solo che quel meraviglioso rosso fuoco in breve si sia trasformato in un tragico rosso sangue: il mio sangue, quello che la mia adorabile correlatrice*** mi ha fatto sputare, e il suo sangue, anche, quello che non ho versato solo perché ero in vena di generosità, e perché temevo che la qual cosa avrebbe un attimino ostacolato la mia laurea.

Tipo: appunti/dispense dell’esame su cui farò la tesi a ‘sto giro, domiciliati in un raccoglitore parimenti rosso, e si spera questa volta che sia un rosso passione e non un qualcosa di più macabro.

Tipo: gli appunti dell’esame che sto preparando ora sono gelosamente custoditi in un quaderno con la copertina bianca.
Tipo: gli appunti che ancora non ho letto dell’esame che darò la prossima settimana mi chiamano a gran voce da dietro una copertina verde.
Tipo: le dispense di uno dei corsi che terminano questo venerdì si sono da poco trasferite dentro un raccoglitore verde.

Tipo: i tre esami di cui sopra sono un esame solo, ahimè. Un esame che tiene un quaderno e mezzo di appunti, un’enormità per me che scrivo anche piccolo, e un raccoglitore di dispense.
Sono partita con un bianco candido, quasi ingenuo, col primo quaderno, ma la virata verso il verde è stata inevitabile, quasi fin da subito.

Verde il quaderno, il raccoglitore, la graffetta, il pastello con cui riquadro le formule.

Verde speranza, ovviamente.
Di uscirne viva, s’intende.

{E come ho detto prima con Nina, dopo le nostre otto ore passate in facoltà a studiare (sissignori, proprio otto. Groan…!), nonostante tutto questo verde, per oggi la speranza l’ho finita.}
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*Tempo fa girava anche una mail, a riguardo.
**Ché il valore in ohm delle resistenze si legge sulle bande colorate apposte su di esse.
***Vedi alla voce arpia, in un qualsiasi dizionario di italiano, e troverai la sua foto.

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