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Archive for 28 gennaio 2007

Che io sia per te la luce
il fragore di una paura infranta
il breve attimo che precede un sorriso

Che io sia per te l’etereo
un sottile sussurrato respiro
il surreale meraviglioso onirico

Che io sia per te l’eccedere
l’eccepire, l’eccezione
che io sia per te l’esplicito
che io sia per te il taciuto

Che io sia per te l’insolito
l’abitudine, l’attesa
un passo incerto sopra un pavimento freddo
quell’incessante martellante timore di cadere

Che io sia per te consolazione
comprensione coerenza crescita.
Che tu sia per me una lacrima,
quella che non ho voglia di piangere.

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Qualche mese dall’ultima poesia, direi.
Non sto scrivendo tanto. A dire il vero non sto nemmeno leggendo tanto, ahimè.

Anzi, non sto scrivendo affatto, e ho sul comodino lo stesso libro da quasi un mese, ormai.
Ergo, sto tralasciando due tra le mie attività preferite.

È un sorta di sospensione, quella in cui mi trovo ora… radicata nel presente, proiettata nel futuro. Cerco di costruire una qualche forma di continuità tra quello che sono adesso e tutti i miei sogni, le mie aspettative, i miei obiettivi a medio e lungo termine. Alla fine la vita si srotolerà come vuole e andrà a posto da sola: i conti torneranno comunque, succede sempre così.

Io ho dinnanzi a me il futuro, anche se voi non lo credete
(Sibilla Aleramo, da una lettera ad Arnoldo Mondadori, datata 5 agosto 1956)

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