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Archive for 17 gennaio 2007

È giunto il solenne momento di rendere omaggio a una delle figure di spicco della mia vita bolognese: l’autobus.
O, meglio, l’autista dell’autobus.

Che poi, sia chiaro, non è che ce l’ho con tutti gli autisti. Anzi, l’autista è una figura con la quale simpatizzo anche, alle volte. Solo che qualcuno di loro meriterebbe una o due ore di inginocchiamento sui ceci, con l’inno nazionale di un qualche paese arabo in sottofondo, ogni tanto.

Tipo quello che non apriva le porte anteriori perché aveva mal di gola e non voleva prendere freddo e ammalarsi.
Una donna andò da lui a fargli notare che poteva almeno evitare di fermarsi dieci metri indietro, rispetto alla fermata, visto che la gente era costretta a salire dalle porte posteriori.
Una litigata che non vi dico. Lui, incazzato come una vipera, a un certo punto si ferma in mezzo ai viali, si alza, e comincia a sbraitare contro questa donna, urlando che non si può mica ammalare perché lei non ha voglia di fare quattro passi in più.

…peccato che avesse dimenticato il freno a mano, e che fossimo in (lieve) salita…

Per la cronaca, impatto evitato per un pelo. Sarebbe stato un retro-tamponamento molto folkloristico, in effetti.

Tipo quello che, oggi non riusciva a far ripartire l’autobus, in avaria nella corsia centrale dei viali, e ci ha proibito di uscire perché se avessimo invaso la corsia di destra e se avessimo attraversato senza guardare e se, in quel momento, un qualche volevo-nascere-schumi fosse sfrecciato a tutta birra nella suddetta corsia, lui sarebbe finito nei casini.

Bello, no? Bloccata nell’autobus fermo nella corsia centrale. Quasi un sequestro di persona.
Il sogno della mia vita, confesso. 😛

Tipo quello che, dando il cambio ad un altro, ha pensato bene di prendersi una bella pausa paglia e, una volta risalito, ha tirato fuori dalla tasca il suo bravo telefono e si è messo a telefonare a non so chi raccontandogli i fatti propri.
Quando si è reso conto che, magari, noi sull’autobus (che non lo stavamo guardando proprio con affetto) avremmmo anche gradito muoverci, visto il ritardo accumulato, ha acceso il motore e, come se niente fosse, ha continuato, guidando, la sua telefonata tutta tarallucci e vino (auricolare nemmeno a parlarne, ovviamente).

…quanti punti mi tolgono se io telefono quando guido, scusate? bah.

Tipo tutti quelli che, appena scatta l’arancione al semaforo, partono a manetta, per poi immancabilmente inchiodare alla comparsa del rosso. Suvvia, caro autista, non te lo devo insegnare io che quello non è un rosso, è un verde molto maturo. 😛

Prendere l’autobus è un’avventura, decisamente.

Una volta, sempre sulla circolare (essì, sono una cliente abituale, ormai), ci siam trovati accerchiati da macchine della polizia, con tanto di auto ferma di traverso a bloccare la corsia, che fa tanto film americano. Salgono questi pulismani e ci guardano in cagnesco, uno per uno, dalla testa ai piedi, e poi fanno un cenno all’autista e scendono senza aver detto una mezza parola. Bah, valli a capire, te.

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