Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 11 gennaio 2007

Premessa alla premessa 😛
Quanto segue ha il solo scopo di salvare in extremis la fama di donna gelida che ho così faticosamente (e orgogliosamente) conquistato negli ultimi anni 😛
Che poi io non sia del tutto normale, beh, questo è fuori discussione, non state neanche a porvi il problema 😉
________________________________________________________________________

Comincio a temere per la mia salute, sul serio.
Non so come sia, ma da un po’ di tempo a questa parte, la sera dopo una cert’ora divento una schifosa sentimentale, nel senso che scrivo cose malinconiche, smielose e sbavose.
Una specie di lupo mannaro, insomma: la luna piena non c’entra una cippa, però, io vado a orario.
Ci dev’essere, da qualche parte nel (vuoto cosmico domiciliato nel) mio cervellino, una specie di timer, un qualcosa che ogni santo giorno innesca la metamorfosi serale.

L’uomo del profiterole probabilmente direbbe che passo dall’essere una che ragiona come un uomo, all’essere una che (non) ragiona come una donna.
A questo punto, però, mi viene un dubbio: se prima di una cert’ora sono una nondonna, vuoi vedere che sono anormale di giorno e invece ritorno sana di notte? 😛

(dubbio amletico, non se ne viene a capo)

Annunci

Read Full Post »

È un po’ come guardare un film.
Starsene comodi in poltrona, vedendo passare, una a una, le immagini di una storia che conosci bene, ascoltando dialoghi che hai già sentito non so quante volte, ormai, e indovinando quale risposta risponderà a quale domanda.

Rivedersi.

Ma quanta distanza, tra noi, in quell’abbraccio. Cercavo di sentire il calore del tuo corpo eppure tra le braccia stringevo solo lontananza e distacco, un corpo che in pochissimo tempo ho imparato a non conoscere più. E imbarazzo, anche, l’imbarazzo di due persone che han costruito, un pezzetto alla volta, un’inconsapevole estraneità fatta su misura per colmare i loro vuoti abissali, e che all’improvviso se la trovano sbattuta in faccia.

Niente più che un banale trasloco, semplicemente prendere le mie, le tue cose, e portarle via dalla tua, dalla mia mente.
I momenti felici, le risate condivise, le ipoteche sul nostro futuro, tutto buttato dentro una valigia e portato via velocemente. Pigiato, spiegazzato, appallottolato.
Ho pagato l’ultimo affitto, posso sgombrare i tuoi sogni dalla mia goffa figura.
E tu, tu hai saldato tutti i tuoi debiti, e del resto è già un po’ di tempo che non abiti più nel mio cervello.
Il nostro futuro è tornato a essere il mio futuro, il tuo futuro.

Sento la tua mancanza? No, non la sento.
Del resto lo vedi anche tu, penso, quanto brillano i miei occhi, adesso, quanto son grandi, inattaccabili, i miei sorrisi.

Allora perché scrivo queste righe, vorrai sapere.
Non lo so con certezza, a dire il vero, ma credo che sia colpa della strana impressione che mi ha fatto non trovarti dentro al mio abbraccio.

Come quando porti via un quadro, e sul muro resta il segno più chiaro.
Come quando tagliano un albero, e ti sembra che al panorama poi manchi qualcosa.
Come quando, da bambina, mi cadeva un dentino, e faceva uno strano effetto sentire con la lingua quel posto vuoto.
Sarebbe cresciuto, lo sapevo bene, un altro dente, più sano e più robusto di quello appena caduto, ma non riuscivo proprio a smettere di importunare con la lingua quella gengiva nuda, sanguinante.

Prima di andare a dormire, lasciavo il dentino sotto un bicchiere capovolto, sul tavolo della cucina. Lo ritrovavo la mattina dopo, assieme a mille lire (che a me sembravano un capitale), gentile omaggio della fata dei dentini.

Mi sono accorta che sto sorridendo, nel ricordare queste cose.

Non verrà una fata dei dentini ad arricchirmi, questa notte, e se voglio coprire le macchie che hai lasciato sulla mia anima dovrò darmi da fare a ritinteggiare tutto quanto. Olio di gomito e vernice colorata.
Ma ricrescerà un altro albero e prenderà il tuo posto, e il panorama sarà splendido, ne sono certa.
Riempirò i miei abbracci con altre persone, e tu, mi auguro, lascerai che altri abbracci ti trovino.

Ho piena fiducia nel fatto che, da amici, sapremo volerci molto più bene.
E sapremo anche ritrovarci dentro ad un abbraccio, un giorno.

Read Full Post »