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Archive for 7 gennaio 2007

Son passati anni, dall’ultima volta che ho mangiato un kiwi.

Il motivo è presto detto: non ritengo che il sapore del frutto giustifichi la fatica che si fa per sbucciarlo.
Ti sporchi le dita, ti “sguiccia” via da tutte le parti, se vai bene ti macchi pure la maglietta.
Non vale la pena di lavorare tanto.
Il kiwi mi induce pigrizia, non so che farci.

Ora però ripenso a quando ho chiesto a una persona se vale la pena provare comunque ad essere amici, anche se l’amicizia può essere, alle volte, complicata.
Non dico che mi aspettassi una risposta affermativa. Anzi, non mi aspettavo proprio un bel niente (e perché allora glielo avrò chiesto?! Bah); inconsciamente, mi ero già risposta da sola

(sì, vale sempre la pena di credere in un’amicizia, per quanto complessa e articolata questa possa essere)

e davo per scontato che questa fosse l’unica risposta sensata possibile, che la domanda fosse, a conti fatti, retorica.
E invece.

Ha risposto che non sa se ne vale la pena.

Come un kiwi, insomma, non vale la pena di sporcarsi le mani e impegnarsi tanto; il sapore, alla fine, non sarà soddisfacente, la fatica sarà sprecata, e in bocca ti resterà quel sapore dolciastro appiccicoso che farà a botte con l’amaro del caffè.

Come un kiwi.
Un sapore poco convincente.
Una cosa di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno.

Non ho più sentito questa persona, da allora, e credo di poter dire che non mi è mancata poi molto. Non la biasimo, tuttavia: sono io quella che ha fatto un errore di valutazione, dopo tutto.

(aggiungerei un ite missa est, visto l’entusiasmo)

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