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Archive for 26 dicembre 2006

Finisco di leggere Q e riprendo in mano il mio vecchio libro di storia, per capire quanto di vero c’è nel romanzo.

Leggo:
“Il padre lo avrebbe voluto giurista, ma altra era l’inclinazione di Martin. Pio, incline alla meditazione, scrupoloso nei costumi, si sentiva attratto dagli studi teologici e dalla vita religiosa. Un giorno, di ritorno da una visita alla famiglia, lo sorprese un temporale e poco mancò che fosse colpito da un fulmine. Fece allora voto, come se avesse ricevuto un ammmonimento divino, di farsi monaco.
(…)
Lutero fu un monaco in ogni senso esemplare e cercò di meritarsi la misericordia divina sottoponendosi a intensi esercizi ascetici. Ma la sua sensibilità, forse anche esasperata dai digiuni e dalle penitenze, si acquietava solo parzialmente nella pratica dei sacramenti e delle devozioni. Egli avrebbe voluto sentire e sperimentare la serenità del santo e, invece, esaminandosi, non riusciva a raggiungere la persuasione di essere degno di grazia.”
(Da “Lezioni di storia”, vol.1, a cura di Francesco Traniello, ed. SEI)

Ma cos’è, un servizio di STUDIO APERTO questo?
Voglio dire, macchiccavolosenefrega dei complessi esistenziali di Martin Lutero?! Ci manca solo l’intervista alla madre in lacrime, e quella alla vicina che dice che “In fondo, il piccolo Martino è sempre stato un bravo ragazzino e non si capisce proprio perché voglia dare al padre un siffatto dispiacere” (e un qualche animale abbandonato a fare da cornice al tutto).

E io che mi chiedo anche perché non ho mai studiato la storia per il verso, quando avrei dovuto, e perché adesso sono un’ignorante in materia. Forse non era la storia in sé, il vero problema, quanto piuttosto il libro di testo… è un’ipotesi interessante, devo ammetterlo.

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