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Archive for 24 dicembre 2006

Tranquillità.
Il mio computer, un po’ di musica nuova da ascoltare; qualche bicchiere di buon vino rosso in pancia: quel che resta dell’aperitivo.
Tempo per leggere, per scrivere, nessun impegno di nessun tipo.
Buon Natale, pianeta terra. Il primo, da un po’ di tempo a questa parte, a mia totale e completa disposizione.
Il primo, da che mi ricordo, che mi trova così forte, determinata, serena.

Sono sopravvissuta a tanti temporali, a tante scivolate, a tante piccole morti silenziose, molte volte ho parlato a sproposito, molte di più mi sono morsa la lingua; ho abbassato lo sguardo quando avrei dovuto camminare a testa alta, ho creduto di essere forte all’apice della mia debolezza; ho annullato me stessa in un abbraccio, ritrovandomi dentro solitudini che pensavo incurabili.
Ho pianto, tanto.

A quante lacrime si sopravvive? Tante, veramente tante.

Sono ancora qui, adesso, lontana anni luce dalla persona che pensavo, speravo, sognavo di diventare anni fa, quanto mai lontana da quella briciola di perfezione assoluta che avrei voluto essere, eppure sono serena.
Eppure sono decisa, entusiasta, combattiva, eppure sono ottimista, allegra, soddisfatta.

Buon Natale, pianeta terra. Un altro giorno, un’altra possibilità: altri errori, altri silenzi sbagliati, altre parole a sproposito; altri sorrisi, dati e ricevuti, altro calore da scambiare con altre persone. Altre emozioni, forse altre tristezze, altre speranze, altri sogni.
Non vedo l’ora di cominciare.

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Il viaggio è relativamente breve: Bologna-Faenza, quarantacinque minuti scarsi; un interregionale chiamato, non si sa per quale motivo, regionale veloce.
La donna di fronte a me ripone in borsa il giornaletto con gli schemi del sudoku e comincia a parlare: non aspettava altro.
Spettinata e con la ricrescita, smalto rovinato, abbigliamento piuttosto tamarro che sottolinea i suoi ormai sessant’anni con la matita del ridicolo, occhiali troppo grandi.
Rimetto in borsa il mio libro, e in fondo fare un po’ di conversazione non mi dispiace.

Non so perché le persone, quando sorridono, diventano bellissime.

Ci sono sorrisi che riscaldano, sorrisi che cancellano quanto di antiestetico, di ridicolo, di grottesco c’è in un essere umano.

Sono scesa dal treno sentendomi serena.

PS
Bago, faccio un sacco di modifiche ai post così quel figo del tuo programma si passa un po’ il tempo…
😛

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