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Archive for 21 dicembre 2006

Caro Babbo Natale,
ti scrivo giusto qualche appunto rapido, che immagino tu stia facendo spese, in questi giorni, e non vorrei che che tu ti dimenticassi qualcosa di importante (fai tanto il giovanottone gaudente ma sai meglio di me che hai una bella età).
E non provare nemmeno a dire che questa lettera ti arriva fuori tempo massimo: non sono come te, io, non lavoro mica un solo giorno all’anno; ho avuto da fare, punto.
Allora, se sei d’accordo sorvolerei sulla questione pace nel mondo, che tanto è inclusa nell’appendice A (“Cose che sono moralmente obbligata a desiderare anche se è un po’ che non porto la mia morale a fare il tagliando”) e passerei direttamente ai punti salienti.
Hai tutto il prossimo anno di tempo, sia chiaro, non è fondamentale che tu mi faccia trovare tutto sotto l’albero la mattina del venticinque, anche perché tanto, per l’ora in cui mi alzerò io, mia nipote avrà già tirato giù tutto l’inimmaginabile, facendo una frittata dei pacchettini e pacchettucci vari.

Sarò breve: vorrei

  1. che Thom Yorke suonasse alla mia porta;
  2. essere in casa, quando Thom Yorke suonerà alla mia porta;
  3. essere presentabile, quando Thom Yorke suonerà alla mia porta e io sarò in casa (tipo: niente avanzi di cibo tra i denti, per dirne una);
  4. dirgli che lo amo, anche se è l’uomo più storto che abbia mai visto (testuali parole), e che farei volentieri l’amore con lui, se non ha altri impegni per la serata;
  5. che non mi ridesse in faccia ma che, anzi, mi dicesse, che è venuto proprio per quello;

Come, scusa? Ah, dici niente miracoli?! Capisco. Ma proprio non… Neanche se… Ma forse puoi… ah, niente?! niente di niente. Perfetto. Sì, sì, ho capito, ho capito: non sei tu che ti occupi di questo, dei miracoli se ne occupa il signor Gesù Bambino nell’ufficio a fianco. COOOSA?!? Dici che il sesso prima del matrimonio non me lo passano proprio? Cacchio però, almeno a Natale si potrebbe chiudere un occhio… vabbé, gli farò pervenire una versione censurata della richiesta, uno di questi giorni. Ma tu mettici una buona parola, mi raccomando.

  1. Copenhagen; ovvero, vincere la borsa di studio che mi farebbe partire per la capitale Danese. In alternativa, sull’Erasmus a Nizza non ci sputo, comunque;
  2. imparare un’altra lingua: puoi scegliere, Babbino, tra il francese (utile se vado a Nizza) e lo spagnolo (che prima o poi imparerò comunque) o, eventualmente, il danese (secondo te perché?);
  3. LOST: la terza serie (completa, in qualsiasi lingua va bene);
  4. L’ultimo libro di Harry Potter;

UPDATE:
Carissimo babbino, e se il mio cellulare lo facessimo arrivare fino alla laurea? Che ne dici?
Prometto che non ci metto troppo, davvero, ma tu fai qualcosa, per favore, che non ne posso più di sacrificare le mie misere esigenze di utente mobile alla sua bieca perversa volontà.

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