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Archive for 19 novembre 2006

Quanto segue risulterà un po’ criptico a chi non sa di che parlo. Chi lo sa, ammesso e non concesso che legga questo post, capirà dalla prima all’ultima riga (mi auguro).

Mi han dato un consiglio. Allontanalo, mi han detto, allontanalo.
Ci ho pensato, e davvero non mi sembra una soluzione molto sensata.
C’è una persona che dice di aver bisogno di me, che, credo, si sente sola da morire; allontanarla adesso sarebbe come pugnalarla, significherebbe fargli male, ferirla, e io non voglio che soffra.
Chi mi ha dato questo consiglio, e ha parlato basandosi sulla propria esperienza, non conosce l’enormità del dolore che è riuscito a causare. Non l’immagina nemmeno.
Ecco perché voglio essere sincera, adesso. Ho taciuto, l’altra sera, e ho fatto male. Pur conoscendola molto bene, ho finto di ignorare la sofferenza di una persona a me cara e ho messo in tasca un consiglio in attesa di valutarlo a dovere in seguito. Ho sbagliato: di tutto quel che avrei potuto dire, il silenzio era l’unica risposta errata. Una risposta vigliacca, per giunta.
La lontananza, per come la vedo io, non è una soluzione, è una fuga, e i dolori dai quali fuggiamo, me lo hai detto tu, ricordi?, restano vivi dentro di noi.
Debiti impagati il cui interesse cresce di giorno in giorno.
Tagli sulla pelle che non si rimarginano.

Sono abbastanza convinta che tu mi reputi una stupida, una bambina incapace di stare al mondo. Eppure spreco il mio fiato, con colpevole ritardo, e mi permetto di farti notare che non sono d’accordo con te.
La sincerità è la soluzione, l’unica che vedo: fa male subito ma poi passa.
La lontananza. invece, si trasforma in rimorso e rancore e continua a bruciare per sempre.

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