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Archive for 4 novembre 2006

Anni fa mi sono quasi ammazzata da sola, privandomi del cibo, e non ne vado orgogliosa.

Ho rischiato di precludermi definitivamente la possibilità di avere dei figli, un domani, e non ne vado orgogliosa.

Per mesi e mesi ho pianto tutti i santi giorni, sentendomi insoddisfatta e incapace, ferita, umiliata e colpevole, e non ne vado orgogliosa.

Per giorni e giorni ho pregato Dio affinché mi aiutasse ad essere migliore quel tanto che basta per potermi sentire serena, e non ne vado orgogliosa.

Ho prostituito buona parte di me stessa, dei miei sogni, delle mie convinzioni, pur di sentirmi vagamente a mio agio, in qualche modo partecipe, e non ne vado orgogliosa.

Tuttora non riesco a trovare in me stessa quel poco di autostima che basterebbe a migliorarmi davvero, e, ti assicuro, non ne vado orgogliosa.

Eppure, con fatica e con sofferenza, con rabbia e con orgoglio, ho rivoltato me stessa, la mia anima, il mio corpo, come un calzino, e ho trovato in me la forza, la grinta, il coraggio, la costanza, per uscire dall’anoressia.

Per ristabilire un equilibrio, seppure non troppo stabile, con il mio organismo.

Per asciugare le lacrime.

Per assumermi le mie colpe, per tentare di porre un rimedio alle mie mancanze.

Per cercare di raggiungere i miei obiettivi.

Per non smettere mai di provare a migliorarmi.

Parli come se la tua fosse la sola esistenza difficile, come se le tue scelte fossero le uniche che sono state in qualche modo sempre e comunque ponderate, come se il tuo stringere i denti e resistere fosse chissà quale atto di eroismo.

Questa, sì, è una critica; a dispetto di quello che dici e, immagino, pensi, è la prima vera critica che ti faccio in tre anni e mezzo. E credo che sia soprattutto un grande favore quello che ti sto facendo, insistendo nonostante tutto, perché non sono più tenuta, ammesso che lo sia mai stata, a mandare a ‘fanculo una serata di perfetto buonumore e a starmene qui a piangere, per farti notare che non sei l’unico in guerra con il mondo.
Siamo tutti in guerra, ogni giorno di più.
Se lo faccio, è per te; non mi aspetto ringraziamenti, non preoccuparti, così come non voglio le tue scuse: te lo dico in tutta sincerità, davvero adesso non saprei che farmene.

Ho capito che avrei potuto darti molto di più, in tutto questo tempo, se solo tu me lo avessi permesso.
Te l’ho già detto, oggi, e te lo ripeto. Sarà l’ultima volta, promesso.

Mi permetto di azzardare un consiglio da amica, ti prego di non dargli più peso di quel che non ha. Anche domani sarà, inevitabilmente, una giornata di guerra, e il giorno dopo e quello dopo ancora. Stringi i denti e non mollare. Ogni tanto, però, guardati anche attorno: sul campo di battaglia c’è una ressa che non ti immagini neanche.

E, soprattutto, c’è anche qualcuno che non gioca al tutti contro tutti.

Con questo ti abbraccio, e ti dico in bocca al lupo per tutto.

Ah, il titolo viene dall’ultimo singolo di Zucchero, al momento mi sfugge il nome.

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