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Archive for ottobre 2006

La nostra lavatrice non ha il filtro. Facciamocene una ragione.
(leggi: formazione al completo – annika, coinquiline 1, 2 e 3 armate di un cacciavite e una lampada da libro che, si sa, serve per guardare dentro alle lavatrici – alla ricerca di questo fantomatico filtro il cui intasamento, non meno fantomatico, comprometterebbe lo svolgimento delle ordinarie operazioni di centrifuga).

Devo dire che il look alla Sampei – infradito e pantaloni arrotolati sotto il ginocchio – mi dona. Magari quando pianto l’ingegneria (“attacco il cervello al chiodo”), mi do alla pesca… comunque oggi uno dei quotidiani distribuiti gratuitamente per Bologna titolava:
Università: chi trova lavoro? Gli ingegneri.
(illusioni, l’unica cosa che ci resta…)

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Devo trovare il modo riavviare il mio cervello in modalità una-cosa-alla-volta. Non ho capito se dipende dal mio essere donna o se è uno dei miei tratti caratteristici, ma in genere mi trovo abbastanza a mio agio con le impostazioni di default (il-maggior-numero-di-cose-nel-minor-tempo-possibile) e devo ammettere che me la cavo anche piuttosto bene. Ora, in questo periodo non ci sto con la testa, e questo mi crea non pochi problemi con la gestione contemporanea di più attività; semplice, rallenta, mi son detta, e ci ho anche provato per tutto il giorno ma niente da fare, negativo, non sono in grado: scarico la posta mentre faccio il caffè e mi stiro i capelli con la piastra, mi do lo smalto mentre studio, mangio mentre cucino (il pranzo del giorno dopo).

Primo sintomo
Due giorni fa ho sbagliato strada, e la cosa veramente atroce è che non ero sovrappensiero. L’ ho fatto con convinzione, nel senso che ho preso la via accanto a quella che avrei dovuto prendere sicura che fosse quella giusta, e ci sono anche rimasta male quando, alla fine della strada (pure lunghetta, per giunta), non ero dove avrei dovuto essere.

Secondo sintomo
Poche righe sopra ho scritto che oggi ho scaricato la posta mentre facevo il caffè e mi stiravo i capelli; ecco, a dire il vero avrei dovuto dire che mentre scaricavo la posta e mi stiravo i capelli ho messo la caffettiera sul fuoco. Il problema è che non l’ho mai tolta: l’ho dimenticata. Il bello è che ero in casa, e me ne sono accorta solo quando la puzza di bruciato ha cominciato a sembrarmi troppo forte per venire da una qualche finestra aperta… inutile dire che per la povera caffettiera non c’era più niente da fare…il re è morto, viva il re.

Ho cercato per tutto il giorno di consolarmi, di convincermi che non sono fritta del tutto, e l’unica attenuante che ho trovato, magra consolazione, è stata la consapevolezza che il metodo era corretto (caffettiera su fornello), ho solo saltato un passaggio del procedimento (spegnere il fornello quando il caffè è fatto) che, mio malgrado, si è rivelato abbastanza importante. Bazzeccole in confronto alla caffettiera nel microonde: coinquilina2 docet.

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Can’t stop now

I noticed tonight
that the world has been turning
while I’ve been stood here dithering around
though I know I said I’d wait around till you need me,
I have to go

I hate to let you down

But I can’t stop now
I’ve got troubles of my own
‘cause I’m short on time
I’m lonely and I’m too tired to talk

I noticed tonight
that the world has been turning
while I’ve been stuck here withering away
though I know I said I wouldn’t leave you behind
but I have to go

it breaks my heart to say

that I can’t stop now
I’ve got troubles of my own
‘cause I’m short on time
I’m lonely and I’m too tired to talk
to no one back home
I’ve got troubles of my own
and I can’t slow down for no one in town
and I can’t stop now
and I can’t slow down for no one in town
no I can’t stop now for no one

The motion keeps my heart running
The motion keeps my heart running
The motion keeps my heart running
The motion keeps my heart running

vignetta palloncino

[stasera mi sono accorta
che il mondo ha continuato a girare
mentre me ne stavo qui ad agitarmi
nonostante sia consapevole di averti detto che avrei aspettato finché tu non avessi avuto bisogno di me
devo andare
odio doverti deludere
ma non posso fermarmi ora
ho i miei problemi da risolverei
perché ho poco tempo
mi sento sola e sono troppo stanca per parlare
Stasera mi sono accorta
che il mondo ha continuato a girare
mentre ero bloccata qui a languire
so che ho detto che non ti avrei voltato le spalle
ma devo andare
mi spezza il cuore doverti dire
che non posso fermarmi ora
ho i miei problemi da risolverei
perché ho poco tempo
mi sento sola e sono troppo stanca per parlare
con nessuno una volta a casa
Ho i miei problemi da risolvere
E non posso rallentare per nessuno al mondo
e non posso fermarmi ora
e non posso rallentare per nessuno al mondo
No, adesso non posso fermarmi per nessuno

Il movimento tiene in corsa il mio cuore
Il movimento tiene in corsa il mio cuore
Il movimento tiene in corsa il mio cuore
Il movimento tiene in corsa il mio cuore]

Can’t stop now, Keane

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Avete presente il Tetris? Tanti pezzi di colori e forme diversi che vanno incastrati gli uni con gli altri, e alla fine il succo è che il pezzo lungo e stretto non arriva mai quando ti serve, però in compenso te ne arrivano due quando non sai che fartene. Credo di poter dire che è il mio gioco preferito dopo Puzzle Bobble (Frozen Bobble, anche), anche se, a dire il vero, sono sempre stata una schiappa. In entrambi.
Comunque, la digressione sul mio penoso passato da videogiocatrice era per dire che, in questo periodo, mi sento come intrappolata dentro un gigantesco schema del Tetris: cerco di incastrare alla meno peggio alcuni pezzi della mia vita aspettando che il fottuto pezzo lungo e stretto si degni di piovere sulla mia testa. Sono esposta alla valanga dei pezzi sbagliati, che giro e rigiro, che appoggio dove creano meno fastidio, e chissà che non ne venga fuori qualcosa di buono.
Ad ora, sentimentalmente massacrata e senza più la prospettiva di un Erasmus imminente, sto con lo schermo mezzo pieno, la musichetta accelerata che mette ansia, e l’acqua alla gola. Eppure continuo, con impegno certosino, ad ingegnarmi per cancellare le righe, una dopo l’altra.

Mi sento genuinamente ottimista, senza avere la più vaga idea del motivo, e più forte.
Ci saranno altre occasioni, non ho dubbi, e saranno senz’altro migliori. E il resto, per citare una cara amica, che si fotta.

Don’t get sentimental
It always ends up drivel
One day I’m going to grow wings
A chemical reaction
Hysterical and useless
Hysterical and …

[Non diventare sentimentale
si finisce sempre con delle smancerie
Un giorno mi spunteranno le ali
una reazione chimica
isterica e inutile
isterica e…
]

Radiohead, Let down

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these are the thoughts that go through my head
in my backyard on a sunday afternoon
when I have the house to myself and I am not
expending all that energy on fighting with my boyfriend

Alanis Morissette, these R the thoughts

Ieri è stata una giornata decisamente angosciante, una di quelle che partono proprio male e non migliorano affatto. La sera, smaronata e affranta come pochi, ho chiamato nina dandomi per moltaesepolta e mi sono avviata abbastanza dignitosamente verso un sano riposo; peccato che nel tragitto tra il bagno e la camera io sia stata presa con la forza dalle mie coinquiline 2 & 3, e da una loro amica, e trascinata fuori casa perché, come si dice in questi casi, dovevo distrarmi. moscow muleOra, immaginate questo mostriciattolo con addosso la prima maglietta pulita pescata a caso nel cassetto, la faccia di una a cui si è appena suicidato lo scoiattolo, probabilmente anche con i capelli spettinati e senza un filo di trucco, e con le scarpe da ginnastica ai piedi, che esce con tre ragazze abbastanza infighettate, truccate e in avanzato stato di ebbrezza, e viene portata nel bel mezzo della mondanità bolognese.
Cercando di scongiurare i loro tanto folkloristici quanto improbabili propositi di trovarmi un uomo, sono stata intomellata, assieme a coinquilina 3, da mr cartola 1 e mr cartola 2, due soggetti umani mica da ridere, i quali non han fatto altro che parlare di lavoro e oroscopo per tutta la durata del siparietto; per la cronaca, mr cartola 1 ha cercato di barattare il mio numero di telefono in cambio di una sua prova di grande sensibilità: era convinto di riuscire ad indovinare il mio segno zodiacale al primo tentativo dopo aver parlato con me per ben 5 minuti (forse 4 e mezzo);

mr cartola 1: di che segno sei?
coinquilina 3: indovina
mr cartola 1: (primo tentativo)
coinquilina 3: no
mr cartola 1: (secondo tentativo)
coinquilina 3: no
annika: secondo me se provi ancora in massimo altri 10 tentativi lo azzecchi
mr cartola 1: e tu, invece, di che segno sei?
annika: dimmelo tu. hai un solo tentativo, però
mr cartola 1: se indovino mi dai il numero
annika: se indovini ti do il numero
mr cartola 1: (unico tentativo)
annika: toppato

detto tra noi, se anche ci avesse azzeccato alla prima (cosa che mi sono presa la libertà di considerare alquanto improbabile, e per questo chiedo pubblicamente venia a quel che resta del mio professore di matematica applicata, già parecchio incartapecorito 3 anni fa) gli avrei dato un numero a caso, visto che lui mi ha chiesto il numero e non il mio numero di telefono; ma questa è un’altra storia.

È poi venuto il turno di cartola 3, miss cartola 3 questa volta, dolce pulzella venuta alla festa con un collega che sul più bello l’ha piantata per provarci con coinquilina 3; dalla padella alla brace: cosa faccio io, cosa fa lei, la situazione sul fronte lavorativo e previdenziale in Italia è disastrosa, bla bla bla. Dunque, essendo io appoggiata al parapetto di una terrazza, nel mentre, ho avuto la genuina tentazione di buttare di sotto miss cartola 3, tentazione questa che un po’ mi pento di avere represso.

La sottoscritta ha avuto a che fare con il meglio del peggio della festa fino alla chiusura, ed è piuttosto significativo che coinquilina 2 abbia commentato, riferendosi a se stessa, a coinquilina 3, ad una loro amica e a me

coinquilina 2: annika che dovrebbe essere la più distrutta di tutte è quella che esce da questa situazione nel modo più dignitoso

sai com’è, a volte capita che un gin lemon parecchio annacquato a stomaco pieno faccia meno danni di n cocktail (diversi) a stomaco vuoto da almeno ventiquattro ore…

In definitiva ho toccato il letto alle 5, e credo di essermi addormentata all’istante. O forse sono direttamente svenuta sul cuscino, visto e considerato quanto ero stanca.

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