io da grande farò la segretaria. grandioso, e della laurea in ingegneria che cosa te ne fai? un fico secco non lo so, prometto che ci penso.
è che nella vita bisogna sempre avere un piano b, giusto?, e secondo me come segretaria sarei molto efficiente, io. magari una di quelle segretarie che la gente va in giro a dire che sono sprecate, come semplici segretarie. sarebbe una bella soddisfazione, no? pensandoci bene potrei anche saltare a piè pari la fase in cui fallisco miseramente il piano a, che poi sarebbe la carriera da ricercatrice, e passare direttamente alla fase in cui il genere umano mi acclama come miglior segretaria EVER. why not.
è che certi sogni mi si son fatti piccoli addosso, col tempo, come i miei vestiti di bambina. oddio, a dire il vero a me per il primo compleanno (sì, proprio quello in cui ho spento la candelina con la mano) regalarono una felpa che mi andava bene quando ne avevo undici, di anni. lungimiranza, si chiama. oppure scambio di pacchetto regalo, non è ben chiaro. comunque. ho ancora sogni così più grandi di me che ci posso fare la traversata oceanica dentro. poi invece ce ne sono altri che un bel giorno li ho messi in lavatrice e ne è uscita fuori una segretaria. e avevo anche usato l’ammorbidente.
la scrivente, sia ben chiaro, ha il massimo rispetto per le segretarie, così come per gli astronauti e le mogli dei radiohead e tutte le altre professioni che intende svolgere, da grande.







Premetto che sono convintissimo che parecchi tuoi amici e conoscenti vari ed eventuali preferirebbero che il piano A duri ancora a lungo, in modo tale che tu possa disporre di più tempo libero in occasione delle future ipotetiche visite in merluzzistan dei suddetti amici e conoscenti vari ed eventuali.
Tutto ciò premesso, benvenuta nel fantastico mondo della ricerca, che ho sempre paragonato ad una sinusoide. Oggi ti esalti, magari riesci con un trucchetto sporco a far funzionare qualcosa e stai tutto il giorno col morale alle stelle…l’indomani c’è un’altra cosa che crolla, e il morale segue…. E si va avanti così, ma vedrai che appena risali sulla cresta ti accorgi che tutto sommato ne vale la pena. Salvo poi riprecipitare nella gola della sinusoide, ma nel frattempo sarai diventata più resistente, e ti darà meno fastidio. Con un po’ di pazienza ritorni sulla cresta…
Ero tutto gasato per questa metafora (ricercatore inside…) e l’ho raccontata a colleghi, amici e compagni di sventura (alla lontana). Poi ho scoperto che c’è un tizio che ha paragonato i pensieri del dopo-delusione amorosa ai mulini a vento e c’ha vinto pure un Academy Award per la migliore canzone. Beh, devo riconoscere che “The sinusoids of your mind” suona piuttosto male…
perché non entri più bene nei panni della ricercatrice, se è questo il tuo sogno? magari all’estero (in Italia no, per dio, sapendo le non-paghe e quello che mi raccontano i miei amici sull’ambiente universitario di casa nostra). a causa di questa cosa della sinusoide (bella teoria)? perché – essendo un lavoro di costanza e creazione – non da risultati sicuri? o perché ti trattano da segretaria anziché permetterti di studiare? una mia amica fa il dottorato in ingegneria bio-medica a Pisa, e le veniva da piangere per quello che sta trovando (dal responsabile che è maschilista, ai risaputi sovra-impegni di assistente del professore che non le permettono di studiare per conto proprio, allo stress per tutto quello che le viene chiesto di fare comunicandoglielo in poco tempo); io pensavo che un po’ fosse normale (all’inizio, nei lavori non impiegatizi, non è così? il ritmo e lo stress) e un po’ che se ne dovrebbe venire via dall’università italiana dove i professori spesso non ti aiutano a programmare il lavoro di un dottorato (a quanto so) – ma tu se non ho capito male sei all’estero, e lì com’è? sono curiosa e molto interessata, scusa se mi impiccio
ovviamente in bocca al lupo.
Elena
(al prossimo risposta/ tema: un’altra mia amica fa il dottorato in marketing in Danimarca, e ha detto che, finito questo, se potrà fare la ricercatrice non vorrebbe restare in Italia. poi, io che son fuori, come faccio a non crearmi nella mente quei famosi luoghi comuni???)
la verità è che io mi sto divertendo un sacco, in questa nuova vita da ricercatrice. sul serio. e il punto è: non mi trattano da segretaria – oddio, a parte l’altro giorno che il mio capo mi ha spedita in missione investigativa a una riunione a cui non poteva partecipare, ma è un’altra storia -, anzi: si ostinano a trattarmi da ingegnere.

e però questa del sarei un’ottima segretaria è diventata una delle mie gag preferite, specie quando qualcuno attorno a me comincia a parlare di articoli e brevetti e pubblicazioni, e allora io metto su la meglio espressione rilassata che posso, e rispondo che tanto, se mi va male come ingegnere, posso sempre fare la segretaria a qualche collega che avrà avuto più successo di me (ogni tanto si ha a che fare con qualche segretaria con la testa un po’ tra le nuvole, qui, anche se in genere sono l’efficienza fatta persona. son danesi, in fondo).
è una questione di side projects. giusto, dudu?
(l’altro giorno ho pure pensato che se imparo bene il danese e magari finisco di studiare il francese, prima o poi, potrei anche fare domanda come hostess, nel caso)
@dottordivago: i suddetti amici e conoscenti vari ed eventuali possono stare tranquilli: li aspetto a braccia aperte. e tu, pure, se passi da qua fammi sapere, eh, mi raccomando.
@elenik: crepi il lupo, innanzitutto, ché gli animali mi piacciono un sacco, eh, ma certe bestie ululanti è meglio che muoiano.
detto questo, qui mi trovo davvero bene. ho appena iniziato, sia chiaro, però finora ho trovato ovunque un’estrema disponibilità, specie da parte di colleghi e professori, senza contare che l’ambiente è decisamente molto più rilassato che non in italia (per quel poco che ho visto io dell’italia, almeno). di roba da fare ce n’è, sia chiaro, ché tra gli esami da sostenere (e le summer/winter school), le ore da dedicare all’insegnamento e all’istituto (ottocento) e tutto il resto, alla fine alla ricerca rimane un anno e mezzo scarso, su tre. però non posso certo lamentarmi, ammetto di essere sempre più contenta della mia scelta (scelta che dovendo rimanere in italia non avrei mai fatto, su questo non c’è alcun dubbio).
più che un buon piano b è opportuno avere una buona dose di lato b, se è anche un BEL lato b, è anche meglio, sia per fare la segretaria, che l’astronauta, che la moglie dei radiohead