vorrei: dare a tutte le mie me stessa la circolarità di un volto solo, mostrarmi tutta da qualsiasi lato mi si guardi, la pancia profanata e la fede sconsacrata, il disordine delle dieci dita e la voce che si mangia i piedi con i denti, lasciare a ogni direzione la capacità di incontrarmi intera, trovare la mano da stringere e sdraiarla al mio fianco e leccare insieme la superficie del mondo.
vorrei: ascoltare la fatica dei capelli che crescono e masticare e deglutire e digerire le catene montuose che a volte fioriscono sulla crosta del cuore, calpestare e ferire la pioggia, portare sempre rispetto ai miei peccati migliori. portarmeli addosso, i miei peccati migliori: che si vedano bene.
vorrei: fermare e tagliare e incollare certi sorrisi e certe mezzore dentro a un caleidoscopio, staccare con due mani il cavo che passa per gli occhi e sintonizzare la vista sulla risacca e il pellegrinaggio dell’onda, mettere una mano davanti alla bocca prima che le orecchie mi sentano accusare, te l’avevo detto, mordere la mano che fallisce le carezze.
vorrei: avere un luogo speciale che conosca il nome di almeno metà delle mie lacrime, avere una cassaforte in cui riporre i miei dolori importanti e tutti i colori che gli anni mi hanno contato in testa e sulle unghie, una cannuccia con cui bere via tutto il pianto in eccesso dalle gote di chi mi attraversa la vita sulle strisce pedonali e solo quando è verde, una siringa che tiri fuori il sangue cattivo dal cuore.
vorrei: lasciare che certi coltelli mi attraversino, aprire la schiena e lasciarli passare e uscire e andare dove vogliono andare, chiudere con un bacio sulla fronte i tagli che si aprono sotto la pelle, allungare una mano e pulire via la nebbia, tossire via la rabbia, starmene sotto la coperta grossa a guardare fuori dalla finestra spalancata il cielo che ci diluvia addosso.






buon 2009 e chissà che tu riesca a fare tutte queste cose!
riuscissi a farne almeno la metà, sarebbe comunque un’ottima annata.
buon anno anche a te. e grazie.
stringere in pugno lo stomaco di una persona e farne venir fuori sensazioni è fra le opere più difficili da realizzare.
E tu ci sei riuscita.
Bello, profondo e toccante il tuo scritto.
Un saluto,
Claudio aka vitzbank
Claudio, grazie davvero.
volere è potere. (potare è volare, anche. che potare certi rami, lascia libero il cielo)
potare è volare,
(ho le dita scorticate, ormai, dal tanto arrampicare)