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Archivio per Gennaio 2009

scivolosa, silenziosa – assente: sguscio fuori dalla mia vita ogni volta che faccio ritorno.
le mie scarpe indietreggiano fino a questa terra dagli occhi sordi a qualsiasi sapore, la patria delle parole che non costano o che anche quando piangono è soltanto uno spreco di acqua minerale.
tornare è per me come baciarmi la buonanotte sulla fronte [...]

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quattro mesi di autobus e scuola superiore, e quel che resta della tela bianca è il colore del tuo zainetto. gli invento un passato non troppo lontano, tua madre che dice ’si sporcherà subito’, tu che già lo amavi prima ancora di comprarlo, e che adesso provi per lui l’inattaccabile, sgualcito amore dei compagni di [...]

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e non capisco come appendere la mia pelle alle tue dita, come quei due girasoli tristi che aggrappati alla porta danno al cielo soltanto la schiena, e oltre il nero della microfibra e il cotone della felpa ti sento addosso come la maglietta incollata alla schiena dal gavettone di ferragosto, e dovrebbe essere bello eppure [...]

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ho fatto tre passi nella tua direzione e adesso che per inquadrarmi tutta devi muovere la testa dici che non mi trovi più in quello che scrivo. non mi sono lasciata, no, solo mi sono smontata in dettagli e ho ingrandito le singole parti affinché tu riesca a scorgere la linea interrotta del sopracciglio sinistro, [...]

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wishlist

vorrei: dare a tutte le mie me stessa la circolarità di un volto solo, mostrarmi tutta da qualsiasi lato mi si guardi, la pancia profanata e la fede sconsacrata, il disordine delle dieci dita e la voce che si mangia i piedi con i denti, lasciare a ogni direzione la capacità di incontrarmi intera, [...]

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i sogni mi entrano dentro dal fondo del letto, hanno braccia di muscoli e vene -la forza, lo sforzo- e mani che tengono le caviglie, e risalgono le mie gambe come assalti di serpe. arrampicati sul corpo, mi piantano i canini nella fronte e iniettano il loro veleno che è corrente elettrica per il palinsesto [...]

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di te passata non conosco molto. tasto con la mano la parete fino a incontrare l’interruttore, e nella luce fioca trovo il coraggio per scendere il legno dei gradini, tornare indietro nella cantina di quello che sei stata e restare semplicemente in silenzio a guardarti camminare lungo il tratto di vita che hai seguito fino [...]

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parte prima
come un cassetto, la tua voce, e le tue parole sono i calzini e il resto della biancheria che io tiro fuori con tutte e due le mani e dieci dita, che io butto alla rinfusa, affinché nulla resti non conosciuto: se mi vedrai arrivare, starò cercando qualcosa.
mi è venuta questa idea, capire se [...]

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