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Archivio per Novembre 2008

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affogo ogni volta che chiudo gli occhi.
sul cuscino una guancia e un occhio e metà di due labbra: ho i capelli disordinati dall’acqua, che non è fredda e non fa paura. la luce è in superficie e con essa si allontana. mi allontano, piano, mi avvicino alla notte sdraiata sotto.
sul cuscino una guancia e un [...]

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un altro segno sulle mani, un’altra cicatrice. il viso si va pulendo da tutti quei solchi. non avevo capito, non sapevo che -
non sapevo che non era incipriandoli che li avrei tenuti nascosti.
ho cominciato a gridare davvero solo quando ho serrato le labbra.
ho indossato il loro cappotto – la taglia, la stessa – eppure non [...]

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strappatemi gli occhi dai libri, quelli belli. pinzateli ad altri libri, piuttosto, più secchi e più rochi e per questo più giusti. prendete un filo grosso, un filo spesso, un filo nero, e cucitemi gli occhi a quei numeri e a quelle parole meccaniche, che vanno oleate di tanto in tanto sennò stridono e cigolano [...]

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clockwise only

la balistica mi precipita a metà della distanza, e se anche di passi ne bastassero meno, per raggiungerti a testa alta, non saprei aprirmi un varco attraverso il tuo petto. ho parole caricate a salve, stasera, e la mia voce si fa intonaco inumidito: ti cade addosso in briciole e in polvere.
la gittata non è [...]

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parlami.
la tua voce come un maglione – calda la tua voce, morbida la tua voce – voce di lana che non pizzica la pelle, voce-carezza voce-abbraccio voce-corpo. infilarmela addosso, presto, entrarci dentro. nascondere le mie mani nelle tue lunghe maniche, nel tuo collo alto il mio viso. protèggere, pro-tègere.
e se vuoi raccontarmi: raccontati. sono qui [...]

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e penso che, in fondo, non possiamo essere tutti registi delle parole, capaci di srotolare storie a partire dalla prima parola e poi giù giù giù fino al punto finale. altri, alcuni – io, per esempio – sono semplici fotografi delle parole, incapaci di oltrepassare i bordi del fermo-immagine, di spiegare il prima o inventare [...]

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press [►]
è che certi significati non lo capisco che sto facendo una fatica bestia a trovarli. durante, dico. e raccolgo un’ortica e pizzica, eppure mi convinco: è una primula. e non è nemmeno primavera.
ne ho inventati tanti, l’ho capito poi, e come se il passare del tempo potesse realmente trascinare con sé pure [...]

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le mani hanno cose da dirti, ti ho scritto.
già ti avevo scritto, e lo sai e non lo sai, a margine di una fotografia e sul bianco rigato della pagina.
ho letto sulle pareti dell’altra stanza: della terra di mezzo, terra bruciata dal sole – piana piaga desertica – cui appartieni, cui appartengo, da sempre.
tra lo [...]

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nessuno lo sa, io lo so e tu lo sai e nessuno, nessuno lo sa. non sta accadendo, forse, se decido di non credermi.
(e prima del grande silenzio e prima che piovesse sale, avevo sepolto dei sentimenti. sono morta, poi, e dopo sono nata ancora, ancora una volta da me stessa, e adesso torno a [...]

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crepitare:
di legna umida sul fuoco – calore.
di pioggia – ho due maglioni, ho freddo.
di legna umida, e poi l’acqua cade l’acqua è così tanta da spegnere -
verbo spegnere, transitivo. alle volte distratto, diméntico di farsi riflessivo, e grazie, e arrivederci: sì, non ne dubito.
terza persona singolare – presente indicativo. l’acqua spegne.
un crepitare che annienta l’altro, [...]

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