the art of self defense
9.4.2008 di AnniKa
Visto che se ne parla, mò vi racconto come funziona la laurea danese (almeno per quanto riguarda il DTU).
Di solito la tesi qui dura un anno, e le scadenze sono parecchio restrittive: prima di cominciare il lavoro viene fissata una data per la consegna, e anche se posticiparla è possibile (almeno fino a un mese prima dalla data prefissata, poi credo non la si possa più cambiare), è meglio cercare di finire nel tempo utile (anche a costo di fare notte in ufficio, sabato e domenica compresi, le ultime settimane).
La tesi non viene corretta dai relatori: mentre lavora lo studente è seguitissimo dai docenti - io per esempio ho una riunione settimanale con i miei supervisor, per la quale devo preparare un report in cui riporto tutto il lavoro fatto negli ultimi sette giorni, e ciò nonostante se ho bisogno di aiuto posso andare a bussare alla loro porta in qualsiasi momento, e al limite vengono anche in laboratorio con me, se ho dei problemi -, ma poi deve dimostrare di saper produrre un lavoro autonomo (rigorosamente in inglese, ma per i danesi non è un problema); certo, i supervisor esprimono il loro giudizio sul lavoro svolto dal candidato, ma questo parere non è il fattore dominante, nella definizione del voto finale.
Una volta consegnato l’elaborato, il relatore ha un mese di tempo per cercare un censore esterno all’università - il docente di un’altra università, di solito - il quale ha il compito di leggere la tesi e prepararsi una lista di domande da fare allo studente il giorno della defense, per verificare che lo studente abbia realmente compreso eventuali parti la cui esposizione non risulta chiara, oppure semplicemente per capire alcune cose. Fidatevi, la defense non è uno scherzo, il nome è azzeccatissimo: di solito il question time dura più della presentazione in sé, a volte anche più di un’ora, e quello che lo studente è chiamato a fare è una vera e propria difesa della validità del suo lavoro.
Un altro compito del censore è quello di controllare la bibliografia, dare un’occhiata agli articoli e ai testi riportati (nel caso non li conosca già) e accertarsi che lo studente non abbia copiato pari pari: va benissimo attingere alla letteratura, soprattutto per le parti di teoria, ma il laureando deve essere in grado di spiegare i concetti con le proprie parole, per dimostrare di averli capiti.
Il voto di laurea, espresso in tredicesimi, si basa sia sulla tesi che sulla defense; di solito, la seconda ha più valore della prima, nel senso che se l’elaborato è scritto male ma lo studente dimostra di aver capito la teoria e di aver lavorato con cognizione di causa, allora nulla vieta che prenda un bel voto, al limite anche il punteggio massimo.
La tesi viene valutata in relazione al tempo impiegato: un lavoro molto buono svolto in n mesi diventa meno buono se per portarlo a termine sono serviti 2n mesi.
Eventuale materiale pubblicato o in via di pubblicazione alza il voto di laurea (e aiuta in caso si voglia fare domanda per un PhD).
Se non si consegue almeno un punteggio minimo (credo sia 10/13), non è possibile presentare domanda per un dottorato, e in Danimarca - diversamente da quanto accade in Italia, dove dopo aver fatto la fame per tre anni le aziende ti schifano perché sei più vecchio dei neo-laureati e hai la pretesa di essere pagato di più, o almeno non di meno di un diplomato - un PhD dà accesso a lavori meglio retribuiti, di solito, oltre ad essere esso stesso retribuito in modo più che dignitoso (al di là del costo della vita maggiore e al netto delle tasse - stratosferiche: il 38% dello stipendio! - un PhD student si porta a casa belle belle circa quattordicimila corone al mese, ovvero qualcosa in più di milleottocento euro, e scusate se è poco).
Questo per dire: c’è da sbattersi di più, ma le soddisfazioni non sono paragonabili.








che dire… che la mia tesi al confronto vale meno di rotolo di carta igienica… e meno male che qui non conta molto il tempo in cui la scrivi!!
alla faccia! QUELLA sì che è una tesi, altrochè qui, che è praticamente una formalità inutile e senza valore (almeno nella mia università).
Certo, ti fai un mazzo tanto, ma poi a quanto pare dopo rende!!!
(ti ho coinvolta in una catena)
A ingegneria informatica, Bologna, solitamente NON si fanno domande, perchè il tempo non c’è e comunque non saprebbero cosa chiederti….. What sadness….
uglypostcards: io faccio metà e metà. La scrivo in Danimarca, secondo il loro rigidissimo regolamento, poi la difendo in Italia (sarebbe meglio dire che la presento, visto che la commissione dormirà, come per la mia laurea triennale). Mi troveranno comunque un censore danese che mi darà un voto sulla base di quello che ho scritto (è il caso che la scriva bene, ’sta benedetta tesi), e alla fine avrò anche un diploma di laurea danese, solo che eviterò la defense, per una serie di più o meno buoni motivi. Me ne pentirò, lo so.
fuoripista: pensa che i danesi son convinti che in Italia sia più difficile, laurearsi…
Ari: ne prendo atto.
Hobbit83: togli pure la parola informatica: la tua frase resta corretta.
[...] che tu glielo chieda … perchè è la patria dei LEGO, e io adoro i LEGO … perchè l’università pare una cosa seria … perchè la prima dipendente del 7eleven era adorabile … perchè [...]