Postato in voglio morire, contrassegnato da tag keyboards, noise il giorno 29.2.2008 | 12 Commenti »
devo dire che fa sempre molto piacere, dopo undici ore nette di lavoro (di cui almeno nove e tre quarti passate in laboratorio) e dopo essermi quasi fritta un occhio con un laser, tornare in ufficio e scoprire che un tizio che ha il PC dall’altra parte della stanza (e ci sono venti scrivanie, nella [...]
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C’è questo libercolo che dobbiamo leggere per l’esame, che per fortuna ha poche pagine ed è scritto con un font che, in confronto, l’ottotipo è nanotecnologia, che parla di questo bambino, che si chiama Bo, che una bella mattina va a svegliare i genitori urlando
buongiornobuongiornomangiamochehofame,
e il padre, che si chiama Ole, gli dice [...]
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[♫]
Come nasca un’amicizia, io davvero non lo so capire. Ti ci trovi dentro, alle amicizie, non è che devi fare qualcosa di speciale, premere l’interruttore o girare la chiave o sparare un colpo in aria. Un bel giorno sei felice o sei triste oppure ti viene l’idea di organizzare un brunch o di ordinare thai, [...]
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and left me so half-hearted
cuz i felt it so half-assed
[Ani Difranco, half-assed]
È quel senso di vertigine che ti prende quando, a metà di una salita piuttosto ripida, ti volti indietro e vedi che il mondo, piccolo e lontano, non ti fa più nessun effetto. Sei ancora ben lontana dalla cima, e lo sai, e la [...]
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soundtrack
È che lei è sempre la stessa, quella che se anche ha i capelli un po’ più lunghi, oppure più corti, e che se anche è più magra, se anche è più stanca, se anche è di poco più decisa o di molto più insicura, è ancora la stessa che la mattina non vorrebbe mai [...]
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[Quanto segue è un pappone indicibile, per la cui lettura è altamente consigliata la seguente colonna sonora]
C’era una volta - e parliamo del XII secolo - uno storico danese chiamato Saxo Grammaticus il quale, su invito dell’arcivescovo Absalon, decise di rimboccarsi le maniche e di raccontare in sedici libri (scritti in latino, [...]
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Postato in nulla più che un groviglio di sentimenti, contrassegnato da tag clouds il giorno 12.2.2008 | 3 Commenti »
Paiono piene, pesanti di luce. Come donne imbellite da una gravidanza a lungo cercata.
Al confine col sereno, là in fondo, le nuvole inspirano i raggi del sole e poi si tappano il naso; ho l’impressione che la loro apnea finirà con l’esplodere di un temporale.
Non pioverà, invece, e per il resto della giornata la [...]
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Le nuvole sembrano polvere gesso strisciata via con le dita sull’azzurro senza termini di paragone che è il cielo di Copenhagen, che pare saper contenere qualsiasi sogno, per quanto immenso e proteso verso l’alto possa essere.
Dal finestrino dell’Øresundtog, verso Humlebæk e il Louisiana Museum for Moderne Kunst (museo Louisiana di arte moderna), ho visto la [...]
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Se c’è una cosa che mi fa rabbrividire, sono le frasi che cominciano con tu-che-sei-un-ingegnere (senza apostrofo, l’ingegnere è un’entità asessuata).
Di solito, tu-che-sei-un-ingegnere è il preludio a una domanda di informatica spicciola, tipo il mio pc è lento, il mio pc è lento, il mio pc è lento, il mio pc quando l’accendo impiega ere [...]
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