af en endnu levendes papirer
13.1.2008 di AnniKa
Oggi sono andata a cercare Søren Aabye all’Assistens Kirkegård. E, come promesso, gli ho portato un mazzo di fiori.
Marco, missione compiuta.
Nel cercare di capire chi fosse l’altra gente sepolta con lui, sono letteralmente inciampata nella storia, a dir poco surreale, della sua famiglia.
La madre, tanto per cominciare. Ane Sørensdatter Lund (ovvero Ane figlia di Søren Lund) aveva due fratelli e tre sorelle, le quali si chiamavano Mette (la maggiore), Ane e Ane. Lei era l’ultima delle Ane, e in casa la chiamavano la piccola Ane per distinguerla dalle altre due. Ha fatto la serva in casa di uno dei fratelli, Lars Sørensen Lund (vale a dire Lars figlio di Søren Lund, e avete capito già com’è la storia del secondo nome), poi è passata a lavorare per Michael Pedersen Kierkeggard, il quale ha pensato bene di lasciar passare nove mesi dopo la morte della moglie (Kirstine Nielsdatter Røyen) prima di metterla incinta, e quindi sposarla. A dire il vero non è che morisse dalla voglia di sposarla, ma aveva le mani abbastanza legate. Di necessità, eccetera.
Søren Aabye era l’ultimo dei sette figli avuti dalla coppia (nell’ordine, Maren Kirstine, Nicoline Christine, Petrea Severine, Peter Christian, Søren Michael, Niels Andreas e, appunto, Søren Aabye); il padre, tra l’altro parecchio bigotto, era convinto che Dio ce l’avesse con lui per via dei suoi peccati, e che quindi per punizione i suoi figli non avrebbero superato i trentatrè anni. Søren Aabye e Michael Peter gli han fatto, come si suol dire, il gesto dell’ombrello e hanno superato la fatidica età di Cristo, anche se il filosofo, morto a quarantadue anni, è stato quasi doppiato dal fratello, passato a miglior vita alla veneranda età di ottantadue anni.
Søren Michael è morto a dodici anni per un’emorragia cerebrale conseguente all’aver sbattuto la testa contro quella di un compagno nel cortile della scuola.
Maren Kirstine è morta non si sa bene di cosa a ventiquattro anni, dopo quattordici anni di sofferenze; causa della morte: convulsioni.
Niels Andreas è morto negli Stati Uniti, anche lui a poco più di ventiquattro anni.
Petrea Severine, e detto tra noi una con un nome così è tanto se non si è suicidata da piccola, è morta poco dopo aver messo al mondo il suo quarto figlio (chiamato poi Peter Severin), all’età di - ma tu guarda! - trentatrè anni. Si è ammalata tre giorni dopo il parto e i medici han cominciato ad imbottirla di emetici perché temevano che, attenzione prego, il latte le andasse al cervello e la facesse impazzire; così facendo, le hanno garantito una morte agitata dalle convulsioni.
Nicoline Christine è morta pochi giorni dopo aver partorito un bambino nato morto. Allegria.
Søren Aabye, per non essere da meno, è morto dopo aver passato qualche mese in ospedale, “possibly from complications from a fall he had taken from a tree when he was a boy” (wikipedia). Il giorno del suo funerale, un nipote ha fatto una gran caciara dicendo che non lo si doveva seppellire in terra consacrata, viste le sue pubblicazioni. Alla fine l’han seppellito lo stesso all’Assistens, con buona pace del parente inviperito.
Una curiosità: la somiglianza tra Kierkegaard e kirkegaard, o kirkegård che dir si voglia (å si traslittera in aa), non è casuale; il nonno di
Søren Aabye possedeva due terreni nel villaggio di Sædding, nello Jutland, chiamati kirkegaard (letteralmente “cimitero”, come churchyard in inglese, ma qui intesi nel senso letterale di “terra della chiesa”) per via della vicinanza con una chiesa. Orgoglioso di questa sua proprietà, e spinto da un forte senso di appartenenza, decise di usare il nome di questi terreni come il suo cognome.
Ora io mi chiedo: ma una famiglia che fa di cognome “cimitero”, poteva avercela una storia felice?
[Fonti: Søren Kierkegaard: a biography, wikipedia]
Ah, quasi dimenticavo!, il titolo del post è lo stesso di un’opera di Søren (Aabye) Kierkegaard, Dalle carte di uno ancora in vita. Mi pareva appropriato, ecco.









Brava!
Tak!
wow!! davvero, sei meglio di wikipedia e molto più divertente!!
Meglio di wikipedia non lo so. Certo è che io posso vantare un campionario di facce ed espressioni buffe (e di vocette idiote, oltre a quella da papero di default) mentre racconto una cosa, che wikipedia se lo scorda.
Annikopedia.org? Fatta?
Ci sono pochi, pochissimi filosofi che ho odiato quanto Soren nostro….. e dire che non mi ricordo neanche il perchè mi stesse tanto sulle “auguste rotondità”…. ma temo che la causa principale fosse la gioia con la quale ne parlava il nostro prof ciellino.
CARI MIEI, un conto è nutrire simpatie o antipatie, un conto è scherzare sulle sfortune altrui….un altro è cercare di parlar male di un pensatore del suo calibro; adesso, non per invitarvi a leggere le sue opere o quelle di altri illustri esistenzialisti come Sartre oppure Heidegger, ma siete così sicuri di poter prendere in giro il pensiero esistenzialista, che è l’unica cosa autenticamente vera dell’europa pre-anni-2000???
…forse è il caso, e non per stare dalla parte dei professori, ti tornare a riaprire qualche libro un po più impegnativo…
buona lettura..
Oh barbaro, ma caro a chi? ci sono i saldi, sono sempre più scontato.. Finisco Dylan Dog poi passo a Jean Paul promesso..
Ah, bel post Annika!
KONAN:
…quelli senza le figure, dici? Che noia.

…………SONO AFFRANTO………..
Forse non era così lapalissiano, ma stavo scherzando.
CARO Konan, un conto è prendere in giro, un conto è offendersi inutilmente per eventuali mancanze di rispetto al pensiero esistenzialista, peraltro inesistenti.
E in ogni caso:
a. sì, sono sicuro di poter prendere in giro il pensiero esistenzialista. Se è per quello, posso prendere in giro pure il Papa, Dio, Bush, Aristotele, e più o meno qualsiasi persona o idea nata entro un paio di miliardi di anni da ora, tanto per stare sul sicuro.
b. “l’unica cosa autenticamente vera dell’Europa”, pleonasmo inutile a parte, mi appare affermazione discutibile
c. credo che andrò a leggermi “365 fiabe, una per ogni giorno”…
@Affranto: si scherza dai. Lo so che non si scherza con i morti, non ridono mai alle battute..
Ok, cerco di essere serio. Da persona onestamente ignorante in campo letterario (checchè l’ignoranza sia una colpa) non posso criticare l’esistenzialismo, ma mi sembra inopportuno elargire frasi come “..siete così sicuri di POTER prendere in giro il pensiero tal dei tali..”. Boh, sarà quel poter, che dà alla frase una leggera (e appunto, inopportuna) altisonanza.. o sarà che ho voglia di fare polemica su qualsivoglia cagatina non mi vada a genio..
Oppure (e prometto che poi finisco il polemic-show) secondo te il nazismo non è stato un pensiero “autenticamente vero dell’europa pre-anni-2000″?
Volevo chiudere con una bella battuta ma mi fa male il braccio..
O.-
Baci e abbracci a tutti ^_^
Lore:
Senza contare quella della tachipiriña, che è epica.
Sei il mio mito personale (anche) di oggi, Lore.
Hobbit83: che ci inventiamo la filosofia inesistenzialista? Magari facciamo pure dei quattrini!
A me Kierkegaard è sempre piaciuto, probabilmente perché ho sempre, volutamente omesso il fatto che fosse un esistenzialista.
(tra Husserl e Sartre, non saprei dire chi dei due ho sopportato meno, e mi va anche bene che conosco poco Heidegger. forza Kant!)
…Freniamo un attimino….la mia voleva essere critica, forse un tantino piccante, ma non volevo scatenare reazioni di tale entità.
secondo me il pensiero esistenzialista è una cosa eccezionale del secolo passato, nel senso che da a noi europei il “primato” di uno stile del “pensare” del tutto particolare. pensare appunto, che è un’abitudine ormai sconosciuta alle masse, tanto è vero che nella ns epoca sembra quasi ridicolo parlare di “impegnarsi nel pensare”.
interrogarsi sull’esistenza o semplicemente lasciarsi trasportare da una bella fiaba è cmq un modo bellissimo di usare il cervello….l’importante è che lo si usi, ma vedo che su questo blog non mancano i pensatori….
in questo senso il mio disappunto era verso il modo di criticare il danese, non per la critica in se.
sul nazismo, discorso difficile…. “il nazismo” è sicuramente da condannare, ma la follia di Hitler ha certamente qualcosa di “geniale”, purtroppo uscita fuori ne modo peggiore che si possa immaginare….
alla prossima….e grazie a tutti….
(p.s. io leggo molto le fiabe, sopratutto quelle islandesi…