seven days, so far
21.12.2007 di AnniKa
Immagini che riempiono gli occhi, quasi traboccano. Colori, soprattutto colori.
Movimenti che sfocano le polaroid nella mia mente, che sfuggono al quadrato di spazio loro dedicato.
Colori che esplodono, che sfumano in altri colori.
Voci che addentano altre voci, parole che masticano altre parole, significati non sempre comprensibili per significanti appartenenti a lingue diverse.
Colori che gridano, colori che scalpitano e si divincolano e muoiono cercando di vincere altri colori.
Appuntamenti, più di quelli richiamati alla mente dalla biro nera biro blu biro rossa sulle pagine della moleskine.
Colori che sorprendono, che ingannano, che meravigliano, colori che aprono le labbra nel più infantile degli stupori.
Volti, sorrisi da fotografare, sorrisi abbozzati a matita sulle pareti della memoria, incessantemente schiarite dalla lenta maratona del tempo, da ripassare ancora una volta col pennarello, per poterle riportare con me nella terra dei merluzzi, nella valigia del pensiero che è l’unica non soggetta a vincoli di peso o dimensioni.
Colori, che sussurrano, che si nascondono, che cadono. Colori che strappano brandelli di universo al buio, colori che si trincerano dietro ai finestrini dei treni dietro ai finestrini delle macchine, per combattere il freddo per combattere la mancanza del caldo.
Il continuo, ostinato pulsare del cuore, il battito accelerato di questo muscolo sfinito dal perenne abuso dei sentimenti, e dal silenzio solitamente loro imposto.
In Italia, di nuovo.
Un bacio finalmente soddisfatto, un cappuccino e un muffin al mirtillo, lei è Anna Chiara, un treno da non perdere, l’abbraccio di mia madre e quello di mia sorella, il sorriso di mio padre e quello, incessante, della millinipote, allora, come ti trovi in Danimarca?, lavoro da sbrigare, sempre e comunque, voci distorte da conversazioni telefoniche, la prima pizza degna di questo nome e una serata tra amici di quelle che ti ricaricano le pile a oltranza, il nuovo taglio di capelli, gli autobus di Bologna, l’acquisto di quel regalo, un tramonto brianzolo che sfida quelli danesi, gli occhi arrossati dal trucco della sera precedente, un bianco e nero che non lascia adito a dubbi, ancora baci, ancora abbracci, ancora lei è Anna Chiara, ancora è stato un piacere, ancora sì, certo, anche per me.
E, soprattutto, la sua laurea. E tutto quel che significa.








bentornata!!
bacio
Ho sentito “nuovo taglio di capelli”?
(mmm… voialtri siete d’accordo con me che questa ragazza potrebbe scaldare l’intera - gigante, eh xD - Danimarca da sola? Senza usare armi atomiche e senza intendere l’allusione sessuale, ovviamente)
uglypostcards: grazie!
StM: Come tu l’abbia sentito non lo so, però sì, ho un taglio nuovo. L’ennesimo.
Le forze occulte dell’universo me l’hanno comunicato, che ti credi? u_u
Sembra un buon taglio u_u
Una parola dopo l’altra, leggerti è sempre un piacere.
Bentornata di cuore.
Lorenzo, irene: grazie mille.
Ciao Annika,
bentornata, ma soprattutto auguri di buone feste
Giacomo